Benetton, indagine Antitrust per abuso dipendenza economica in franchising

·2 minuto per la lettura
Il logo di United Colors of Benetton a Zurigo

MILANO (Reuters) - L'Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti del gruppo Benetton con l'ipotesi di abuso di dipendenza economica in due contratti di franchising stipulati con un rivenditore indipendente di prodotti a marchio Benetton.

Lo annuncia una nota aggiungendo che ieri sono state condotte ispezioni nelle sedi di Benetton Srl e Benetton Group Srl con la collaborazione della Guardia di Finanza.

L'indagine riguarda il possibile uso discrezionale da parte di Benetton di alcune clausole contrattuali che le consentirebbero di incidere su scelte strategiche del rivenditore, quali la definizione delle proposte e/o degli ordini di acquisto, non solo in termini di tempistica, ma anche di quantitativi, condizionando "in maniera significativa l'attività economica del franchisee, al quale sarebbe di fatto impedito di gestire in autonomia la propria attività commerciale", si legge nella nota.

Benetton, in un comunicato diffuso questo pomeriggio, dichiara di non avere dubbi sulla propria "estraneità a qualsiasi pratica commerciale riconducibile all’abuso di dipendenza economica così come a qualsiasi attività illecita o scorretta nella gestione del rapporto con i suoi clienti/retailer".

Dal momento inoltre che, proprio riguardo alla vicenda in esame da parte dell'antitrust, "la magistratura ordinaria ha già avuto modo di accertare la correttezza del gruppo e il suo rigoroso rispetto della normativa", Benetton è fiducioso di essere in grado di "provare con esaustiva chiarezza anche all'AGCM la propria posizione di assoluta legittimità e correttezza".

Per l'antitrust la vicenda è rilevante non solo sul piano del singolo rapporto contrattuale, ma anche per la tutela della concorrenza e del mercato in quanto un simile utilizzo del modello contrattuale "da parte di un soggetto che gestisce una significativa rete commerciale in franchising come Benetton potrebbe avere un impatto significativo su tutti gli imprenditori che costituiscono la rete in questione, a danno del gioco concorrenziale nel mercato".

(Maria Pia Quaglia, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)