Benevento, assunzioni e licenziamenti fantasma: 5 ai... -2-

Psc

Napoli, 16 gen. (askanews) - Le società che assumevano e licenziavano fittiziamente personale erano intestate a prestanome, spesso provenienti da contesti sociali di disagio, da fasce deboli disposte a tutto per pochi soldi, persone senza reddito e occupazione lavorativa, alcuni dei quali con precedenti specifici e disposti a commettere qualsiasi reato pur di comprare anche solo sigarette, pagare le bollette o acquistare beni di prima necessità. Fondamentale per il funzionamento della truffa anche il coinvolgimento di consulenti del lavoro che hanno messo a disposizione le proprie competenze per avviare e perfezionare la procedura utile a ottenere l'indennità di disoccupazione. Ruolo di assoluto rilievo è stato ricoperto dal promotore dell'associazione, reale dominus di tutta l'attività, fulcro della gestione aziendale di tutte le società e ideatore dell'intero meccanismo fraudolento che coordinava ogni operazione e beneficiava dei proventi dell'attività illecita di cui risultava ultimo collettore, attraverso condotte di riciclaggio di altri indagati e auto riciclaggio. Ingente il giro di affari: più di cento risultano le persone coinvolte, a vario titolo, nella truffa; almeno 17 le società utilizzate per le assunzioni fittizie e più di 200 i rapporti di lavoro fittizi instaurati. Dal 2013, l'Inps ha erogato somme non dovute per indennità di disoccupazione per oltre un milione di euro mentre le settimane di lavoro complessive accumulate illecitamente ai fini pensionistici sono state 11.361, pari a circa 218 anni contributivi. Allo stesso tempo, l'utilizzo e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti e la commissione di reati fiscali hanno consentito di evadere imposte pari a oltre 2,6 milioni di euro. (segue)