Benevento, assunzioni e licenziamenti fantasma: 5 ai... -3-

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Napoli, 16 gen. (askanews) - I proventi illeciti venivano di volta in volta trasferiti su conti correnti intestati ad altre persone ma sempre riconducibili all'associazione per delinquere, attraverso una molteplicità di movimentazioni bancarie effettuate tra persone fisiche e persone giuridiche. Gran parte delle somme, dopo una serie di trasferimenti e operazioni, confluiva su conti correnti a Malta o in Lussemburgo. "Gli indagati hanno dimostrato - ha sottolineato in una nota il procuratore di Benevento, Aldo Policastro - non solo particolare scaltrezza e abilità, ma anche un atteggiamento del tutto sprezzante nei confronti della legge e del sistema giudiziario, continuando a delinquere, noncuranti dei controlli e delle indagini in corso e provvedendo a eliminare file e documenti finanche oggi nella fase di esecuzione delle misure cautelari, precostituendosi prove a discarico. Avevano, ad esempio, predisposto un memorandum per ogni lavoratore, predisponendo anche il contenuto delle dichiarazioni da rendere all'autorità giudiziaria, il tutto contenuto in una penna usb di cui si sono disfatti prima della perquisizione". Gli indagati, inoltre, avevano disposto, "in modo particolarmente allarmante, canali privilegiati di acquisizione di notizie segrete relative alle indagini con particolare riferimento alle intercettazioni autorizzate nei loro confronti".