Beni comuni, Decaro: occasione democrazia e coinvolgimento cittadini

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Roma, 11 ott. (askanews) - "Come facciamo a legittimare l'esigenza di un gruppo di genitori di prendersi cura del cortile della propria scuola? Come possiamo garantire che un gruppo di associazioni possa riconvertire temporaneamente una ex caserma in un centro culturale? Possiamo permettere a un'associazione di volontariato ecologico di ripulire le nostre pareti comunali o piantumare un bosco urbano? Gli uffici oggi non hanno queste possibilità e probabilmente non hanno indirizzi chiari da parte dell'ente su queste nuove istanze e su questi nuovi bisogni. Invece i Consigli comunali possono fare moltissimo per intercettarli e regolamentarli. Perché su queste nuove sensibilità si gioca la sfida della cittadinanza consapevole e della democrazia locale". E' il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, a indicare la 'mission' dei Consigli comunali, rispondendo così alle sollecitazioni che arrivavano da un'appassionata platea di consiglieri comunali e amministratori chiamati nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli all'iniziativa "Beni comuni e ruolo delle Assemblee elettive", promossa dalla Conferenza Nazionale ANCI dei Consigli comunali.

Alla richiesta di 'regolamentare i beni comuni, Decaro ha replicato: "A Bari, ma anche in più di 150 Comuni italiani che hanno intrapreso la sperimentazione, abbiamo adottato un regolamento che consente di gestire dal basso una palestra, una ex scuola, un giardino pubblico, qualificandolo come "bene comune", al servizio della comunità. Ma beni comuni sono anche beni immateriali come la cultura e la socialità. E forse in un Paese in cui qualcuno ci vorrebbe chiusi in casa per paura o odiando gli altri, animare la città dal basso, collaborare nella gestione di un giardino o di un evento culturale possiamo stringerci la mano e ritrovarci comunità".

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