Benno Neumair confessa: "La lite per soldi, soliti motivi. Papà continuava e l'ho strangolato"

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
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Benno Neumair; Laura Perselli e Peter Neumair (Photo: fb)
Benno Neumair; Laura Perselli e Peter Neumair (Photo: fb)

“Erano le solite litigate per i soldi, per tutto. Io volevo finirla lì ma lui continuava”. Sono le parole, riportate dal Corriere della Sera, pronunciate durante un lungo interrogatorio da Benno Neumair, che ha confessato di aver ucciso i suoi genitori Laura Perselli e Peter Neumair. Il giovane ha ammesso i fatti un mese fa, subito dopo il ritrovamento del cadavere di sua madre che gli avrebbe causato “un forte ed intenso crollo psicologico”, spiega il legale del ragazzo, l’avvocato Flavio Moccia. La notizia comunque non era trapelata fino a ieri, 8 marzo, perché la Procura aveva segretato l’interrogatorio.

Durante la lite che ha portato all’omicidio del padre lo scorso 4 gennaio, Neumair racconta come gli fosse capitata per le mani una corda, “una di quelle da arrampicata”. Nel verbale si legge:

“L’ho presa e gliel’ho stretta al collo. L’ho fatto per farlo stare zitto” [...] “Mia madre è arrivata che era appena successo, non le ho nemmeno dato il tempo di togliersi il cappotto e quando è entrata ho strangolato anche lei”. L’ha uccisa con lo stesso «cordino», come lo chiama lui, usato per suo padre.

Quando gli viene chiesto dove avesse poi messo la corda, il giovane risponde:

“L’ho buttata via in un cassonetto”. In un cassonetto non precisato dice di aver buttato via anche il suo telefonino, non quella sera. Gli chiedono di come si è disfatto dei cadaveri e lui fa mettere a verbale che “li ho caricati in spalla fino alla macchina parcheggiata davanti alla porta”.

Benno è in carcere a Bolzano dal 29 gennaio. La confessione è avvenuta in due parti, nell’arco di circa un mese. La prima volta davanti ai magistrati Benno Neumair aveva solo ammesso che “sì, è vero: li ho uccisi io e li ho buttati nell’Adige”. Nei giorni successivi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.