Benzinai, il 26 giugno sarà sciopero

Pompe ferme il prossimo 26 giugno. 24 ore di sciopero dei benzinai di tutta Italia, Autostrade comprese, e grandi disagi per chi deve usare l’auto. (Credits – Getty Images)

Pompe ferme il prossimo 26 giugno. 24 ore di sciopero dei benzinai di tutta Italia, Autostrade comprese, e grandi disagi per chi deve usare l’auto. Le organizzazioni dei gestori degli impianti di rifornimento – Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa-Confcommercio – hanno, infatti, annunciato l’agitazione sia sulla rete ordinaria sia sulla viabilità autostradale.

In una nota, le organizzazioni si rivolgono al Ministro Di Maio e scrivono chele scriventi Federazioni rappresentano i Gestori degli impianti di distribuzione carburanti per uso di autotrazione presenti in Italia: oltre 20.000 lavoratori cui si aggiungono collaboratori e familiari che portano questo numero intorno alle 100.000 unità. I Gestori, in considerazione del complesso normativo disegnato a partire dal 1934, sono poco più che cottimisti in un sistema che è saldamente in mano alle compagnie petrolifere e ad alcuni operatori indipendenti che, nel corso del tempo, hanno ottenuto prima i Decreti (e poi le Autorizzazioni) ovvero hanno acquisito i “cascami” di un’industria petrolifera in fuga dal nostro Paese”.

Non solo, perché ora “il prossimo 1 Luglio, in anteprima assoluta, sui Gestori verrà scaricata anche la responsabilità di fare da cavia sulla “fatturazione elettronica” che, per tutto il resto del sistema industriale e commerciale, diverrà operativa dal 1 gennaio 2019”. Proprio per questo motivo è stato deciso lo sciopero.

“A nulla sono valsi i tentativi di far riflettere Ministero dell’Economia ed Agenzia delle Entrate non solo sull’iniquità dei provvedimenti (assunti per contrastare l’illegalità senza che i Gestori abbiano la pur piccolo responsabilità su “traffici” che si generano a monte del processo) ma senza neppure considerare che, in Italia, ci sono 5.000 impianti che erogano meno di mille litri al giorno, che i Gestori già sono sottoposti a scritture contabili (utf) previste dall’Agenzia delle Dogane e che l’attività viene svolta in condizioni strutturali di precarietàscrivono infatti i benzinai, che quindi – speriamo che il Governo comprenderà che,di fronte a questa situazione, non ci resta che chiamare la Categoria ad una chiusura degli impianti auspicando nel contempo che l’attenzione dimostrataci a parole possa trovare applicazione nei fatti”.