Beppe Grillo, fra Tafazzi e Kronos

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ROME, ITALY - OCTOBER 21: Founder of the Five Star Movement (M5S), Italian comedian and political activist Beppe Grillo speaks during a convention of the governing coalition's populist movement on October 21, 2018 in Rome., Italy.

PHOTOGRAPH BY Marco Ravagli / Barcroft Images (Photo credit should read Marco Ravagli / Barcroft Media via Getty Images / Barcroft Media via Getty Images) (Photo: Barcroft Media via Getty Images)
ROME, ITALY - OCTOBER 21: Founder of the Five Star Movement (M5S), Italian comedian and political activist Beppe Grillo speaks during a convention of the governing coalition's populist movement on October 21, 2018 in Rome., Italy. PHOTOGRAPH BY Marco Ravagli / Barcroft Images (Photo credit should read Marco Ravagli / Barcroft Media via Getty Images / Barcroft Media via Getty Images) (Photo: Barcroft Media via Getty Images)

Con il suo post di ieri pomeriggio Beppe Grillo mette certamente in grande difficoltà il suo rivale contemporaneo, ma questa è poco più che cronaca d’attualità.

Quel che più conta della nota sprezzante pubblicata sul blog è però ben altro, che va cercato oltre le vicende statutarie o le beghe di potere all’interno dell’inconsistente gruppo dirigente del Movimento 5 Stelle.

Il punto centrale infatti è che nel tentare di demolire la figura di Giuseppe Conte lo stesso Grillo finisce per colpire con furia belluina tutto ciò che il movimento è da alcuni anni a questa parte e, quindi, finisce per colpire (e affondare) anche se stesso.

Ciò accade per almeno tre motivi, tutti convergenti e tutti plasticamente rappresentati nelle poche ma cattivissime righe rese pubbliche ieri.

Innanzitutto sconfessando Conte in modo così brutale e definitivo viene negato ogni valore all’intera stagione di governo del movimento, perché proprio l’ex premier ne rappresenta la punta di diamante. Se infatti è indubbiamente Luigi Di Maio il più efficace interprete della “continuità” grillina all’interno delle istituzioni (non a caso avvenuta con solenni e ripetute benedizioni del Quirinale) è proprio il professore ed avvocato pugliese l’emblema di una forza rivoluzionaria (o sedicente tale) che porta un “homo novus” nel posto più importante e solitamente occupato da figure di establishment (Draghi, do you know?). Insomma Grillo affossa Conte incurante del fatto che così facendo dà ragione a tutti quelli che hanno smesso di votare M5S delusi dai risultati di tre anni in maggioranza (con tre governi diversi ed il movimento unico soggetto politico sempre presente).

Ma c’è un secondo elemento che occorre considerare per valutare in profondità il senso dell’accaduto e rigua...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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