Beppe Grillo, lettera ai parlamentari renziani: “Non seguite i narcisismi”

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Mentre Luigi Di Maio ribadisce che non è nell’interesse del M5s entrare nelle dinamiche di partito, Beppe Grillo non rinuncia a dire la sua sulla fuoriuscita di Matteo Renzi dal Pd per fondare un nuovo partito. Il comico genovese ha pubblicato sul suo blog una Lettera aperta ai parlamentari renziani in cui avverte i fedelissimi dell’ex premier: “I Mattei sono passati entrambi alla minch***a d’impulso. Non è il momento di dare seguito a dei narcisismi“.

La lettera di Beppe Grillo

Beppe Grillo apre la sua lettera con una metafora per descrivere il Paese: “In questo momento c’è una sola onda, con sopra soltanto due surfisti: Conte e Salvini. Il gradimento e l’attenzione degli italiani si sono quasi completamente biforcati su di loro. La ragione è molto semplice e non esiste un dito abbastanza grande dietro cui nascondersi”.

Nessuna simpatia per l’ex ministro degli interni, definito “il fuggiasco. È nel pieno di una escalation di bambini abbracciati e santini, circondato da una variabilmente temibile armata di nervosissimi compatrioti”. Ormai all’opposizione, la missione di Salvini è “crescere i toni ed accelerare l’arroventamento degli animi di tutto lo scontento possibile. Cercherà di trasformare ogni valle del paese in una piccola Pontida! Non gli basteranno tutti i primogeniti d’Italia per le sue celebrazioni deliranti”.

Dall’altro lato c’è Renzi, ribattezzato “Matteo Secondo” e dipinto come un mero spettatore della scena politica italiana. “Fra una manata di pop corn e l’altra, è scomparso dalla top ten dei politici più graditi”, scrive Grillo. “Così annuncia improvvisamente di fare una ‘Renzata’. Renzi è un animale politico di livello, si accorge di come vanno le cose velocemente: se aspetta la Leopolda non gli resterà altro da fare che spogliarsi davanti a tutti e mostrare tatuaggi BCE and FMI forever! Sa che ogni minuto di assenza dalle scene, in queste settimane corrisponde ad un oblio di mesi. Così minaccia il Paese di far cessare lo scontro fra i due veri ercoli del gradimento con il grave rischio, per il nostro Paese, di svegliarci tutti con Pontida capitale“.