Beppe Grillo in aula per il processo ai No-Tav

Anche Beppe Grillo è presente al processo contro i No Tav che si celebra a Torino: è uno dei vari procedimenti in corso nei confronti del movimento che, da  oltre 20 anni, si oppone alla realizzazione di quello che un tempo avrebbe dovuto essere il Treno ad Alta Velocità (poi divenuto, nella terminologia ufficiale, ad Alta Capacità, essendo rivolto alle merci) in Valle di Susa (sulla celeberrima linea Torino-Lyon).

Ma di che processo stiamo parlando? Semplice: 21 No Tav sono stati rinviati a giudizio per la costruzione di una baita alpina di 36 metri quadri, la celeberrima Baita Clarea, che è stata utilizzata come “presidio” per il movimento negli ultimi due anni: secondo i pm, la costruzione in legno e pietra viola la normativa edilizia ed urbanistica. Insomma, è un vero e proprio paradosso per un movimento che si oppone alla realizzazione di un'opera mastodontica ance per ragioni ambientali e di sostenibilità.

Dal canto suo, Grillo è legato al processo perché il 5 dicembre 2010, nonostante la baita fosse già stata posta sotto sequestro, vi era entrato insieme ad altri attivisti del movimento ed è stato denunciato, dunque, per violazione dei sigilli. L'udienza è terminata intorno alle 12 e il processo è stato rinviato alla prossima udienza, prevista per il 18 luglio 2012.

Fra gli altri procedimenti giudiziari, non si può dimenticare, per esempio, quello a carico di due ex sindaci (Simona Pognant, di Borgone di Susa e Mauro Russo, di Chianocco) che si è celebrato addirittura in un'aula bunker e che non è ancora giunto a sentenza. L'accusa per i due ex primi cittadini? Lesioni a pubblico ufficiale (avrebbero spinto dei rappresentanti delle forze dell'ordine). Verosimilmente, si arriverà a prescrizione (il reato è prescritto in 7 anni e mezzo).

Dal 2011, poi, si susseguono denunce di ogni sorta con una vera e propria stretta giudiziaria sul movimento: interruzione di pubblico servizio (per aver sventolato, il 18 agosto 2011, bandiere del movimento e occupando le banchine della Stazione di Avigliana. Il treno passò regolarmente perché i binari erano liberi, ma le forze dell'ordine non ravvisarono le “condizioni di sicurezza per il passaggio del convoglio”).
E ancora, accuse per  lesione e resistenza a pubblico ufficiale, accuse per manifestazione non autorizzata e danneggiamento aggravato per il 3 luglio 2011; accusa di manifestazione non autorizzata anche per chi manifestò contro la presentazione di un libro del procuratore Gian Carlo Castelli.

Ma ci sono anche una ventina di fascicoli aperti, in seguito alle denunce presentate dagli attivisti su violenze perpetrate da membri delle forze dell'ordine.

Tutto questo per un cantiere che non c'è ancora  e che non si sa quando e se partirà, e per un'opera che ha racchiuso in sé posizioni ormai divenute ideologiche (tanto quelle per il sì quanto quelle per il no): se la politica, nelle alte sfere, è per il sì, molti economisti, peraltro (di qualunque estrazione politica) ritengono la Tav semplicemente antieconomica.

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