Bergamo, dichiarata morta ma è viva: poliziotti lanciano allarme

Milano, 24 apr. (Adnkronos Salute) - Il 118 aveva smesso di rianimarla, il medico di famiglia ne aveva constatato il decesso. Ma era viva. E ad accorgersi che la donna respirava ancora sono stati gli agenti del reparto Volanti di Bergamo che stavano vegliando la salma in attesa che le pompe funebri la prelevassero. I poliziotti hanno lanciato l'allarme e riattivato la macchina dei soccorsi. Ora la protagonista di questo caso estremo, una 69enne di origini istriane residente da anni in Italia, e' ricoverata in terapia intensiva nel reparto di Rianimazione degli ospedali Riuniti di Bergamo, in condizioni gravissime. Per lei saranno decisive le prossime 48 ore, fanno sapere dalla struttura.

Tutto e' successo ieri nel pomeriggio a Bergamo. La donna accusa un malore, e' dotata di un sistema di telesoccorso con il quale riesce ad allertare i soccorsi. Intervengono personale delle volanti, 118, medico di famiglia e 115. I vigili del fuoco sono costretti a sfondare la porta per permettere agli operatori di intervenire. Scattano le manovre di rianimazione. Gli operatori provano per una ventina di minuti a riportarla in vita. Ma e' tutto inutile. La donna non mostra segnali di ripresa, spiegano dall'Areu (Azienda regionale di emergenza urgenza). Si decide di interrompere la rianimazione. Gli operatori del 118 vanno via dopo aver riscontrato l'assenza di parametri vitali, ricostruisce l'Areu.

Resta il medico di famiglia che, non vedendo alcun segno di ripresa, ne constata il decesso, firmando il certificato di morte. E' allora che, mentre il personale delle Volanti di Bergamo e' in attesa che la salma venga portata via che un poliziotto si accorge dei movimenti del torace. La donna e' viva e gli agenti richiamano il 118.

"Stiamo supportando il Policlinico di Palermo - ha commentato l'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo - affinche' vengano realizzate nel piu' breve tempo possibile quelle azioni correttive che permettano al reparto di garantire qualita' e sicurezza nelle prestazioni erogate ai malati oncologici. Non dimentichiamo che alla base di questa vicenda c'e' la drammatica morte di una giovane donna che si sarebbe potuta evitare con una organizzazione piu' efficace ed efficiente, e che c'e' un'indagine della Procura di Palermo che tende ad accertare eventuali responsabilita' penali".

"Non capisco il senso delle ventilate dimissioni di 63 accademici - ha aggiunto -, ne' e' accettabile la strumentalizzazione dei pazienti: il provvedimento e' stato adottato per motivi di sicurezza a seguito di puntuali, rigorosi e completi controlli, come oggi ha dovuto ribadire il ministro Balduzzi, svolti da funzionari ministeriali e regionali di r iconosciuta levatura professionale. Sappiamo bene che alcune criticita' sono state superate ma non tutte le azioni correttive imposte dal decreto di sospensione temporanea sono state soddisfatte ed e' per questo che abbiamo istituito la commissione che ha il compito di supportare l'organizzazione del Policlinico".

"Ribadisco che non ci saranno ripercussioni sui pazienti le cui cure continueranno ad essere eseguite nella massima sicurezza - ha concluso l'assessore -. Se l'interesse comune e' soltanto il bene del paziente non ci dovrebbero essere polemiche ma solo spirito costruttivo, senso di responsabilita' e il rispetto delle diverse prerogative istituzionali".

Per approfondire visitaAdnkronos
Ricerca

Le notizie del giorno