Bergamo, un murales in città per non dimenticare l’HIV

Image from askanews web site
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Bergamo, 15 giu. (askanews) - Un murales di 6 metri per 3 nel centro di Bergamo per sensibilizzare sui grandi problemi che ancora esistono quando si parla di HIV, per lottare contro il pregiudizio nei confronti delle persone che vivono con l'HIV e promuovere la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. A realizzarlo, in occasione del 14esimo Congresso ICAR, conferenza italiana sull'AIDS e la ricerca antivirale, lo street artist Alessandro Conti, in arte Etsom. L'iniziativa, sostenuta anche dal Comune di Bergamo, è stata promossa da Gilead Sciences Italia.

"Trentacinque anni fa l'AIDS era una malattia mortale - ha detto ad askanews Gemma Saccomanni, Senior Director Public Affairs di Gilead Sciences Italia -. Gilead ha cambiato il decorso della malattia, rendendola da fatale a cronica, una malattia che si può controllare con farmaci e terapie sempre più innovative. Ma nulla si può fare senza la consapevolezza di un percorso di informazione anche dei giovani, di chi a quell'epoca non c'era e non ha visto morire le persone di AIDS".

Una consapevolezza che passa anche attraverso il confronto con chi, come la Comunità Emmaus di Chiuduno, nella Bergamasca, continua a occuparsi delle persone che vivono con l'HIV. "Sicuramente vivere con HIV - ci ha detto Paolo Meli, rappresentante della Comunità - è ancora complesso, si ha a che fare con lo stigma degli altri, ma anche con l'auto stigma, perché a volte la stessa persona che scopre di avere l'infezione è impreparata, che come chiunque altro non ha ragionato su questo tema, non lo ha affrontato, e quindi fatica in prima persona ad affrontarlo. E quindi su questo bisogna lavorare".

In questo senso anche i linguaggi dell'arte, uniti a quelli dei social network, possono giocare un ruolo significativo, che va oltre i dati scientifici o le statistiche, che rappresentano solo una parte, assolutamente rilevante, ma non unica, del discorso sull'HIV oggi.

"Dopodiché bisogna parlarne - ha aggiunto Meli - bisogna diffondere messaggi. Il murales alle mie spalle in questi giorni tenta di fare questa cosa verso la città e la popolazione di Bergamo. Entra anche in un percorso fatto di tanto altro lavoro, per esempio nelle scuole".

"L'arte - ha concluso Gemma Saccomanni - è un bel modo, un bel linguaggio, per comunicare temi magari più difficili, ma che con il contributo di tutti diventano un pensiero più alto, un pensiero artistico, appunto".

Al taglio del nastro hanno preso parte l'assessora alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo Marcella Messina, insieme alle associazioni locali e ai cittadini. L'opera rimarrà esposta in Viale Papa Giovanni XXIII - Largo Porta Nuova fino al 16 giugno, per poi essere donata alla città. Per tutta la durata dell'evento, presso il murale saranno distribuiti materiali informativi e i visitatori saranno invitati a diffondere l'iniziativa sui social attraverso l'hashtag #InsiemecontroHIV.

Per Gilead l'obiettivo è quello favorire la prevenzione e l'informazione, combattere il pregiudizio e lo stigma, per contribuire a migliorare la qualità di vita delle persone con HIV. E anche la street art può essere uno dei modi con il quale lo si raggiunge.

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