##A Berlino c'è l'accordo sulla Libia: sì a tregua ed embargo armi

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Roma, 19 gen. (askanews) - Quasi sei pagine di documento. Sette titoli e 55 punti. Il successo diplomatico di Angela Merkel è, nero su bianco, in una dichiarazione adottata da tutti i partecipanti alla Conferenza di Berlino sulla Libia, a cui hanno dato il loro assenso anche Fayez al Sarraj e Khalifa Haftar. Un testo che delinea un percorso, sotto l'egida dell'Onu, che dovrebbe accompagnare la Libia fuori dalla crisi, garantendo un "forte impegno per la sovranità, l'indipendenza, l'integrità territoriale e l'unità nazionale". Senza farsi troppe illusioni, perché il percorso è irto di ostacoli, alcune posizioni restano rigide, e la sfida forse più difficile sarà trasformare le parole in fatti.

Tanto più che il capo del governo di Tripoli e il generale della Cirenaica continuano a ignorarsi. Sarraj e Haftar non si parlano. Restano chiusi per ore in due stanze diverse della cancelleria tedesca, in attesa di notizie. Angela Merkel, padrona di casa e donna tra le più potenti al mondo, fa la spola tra i due leader libici e i capi di Stato e di governo convocati in Germania per cercare di trovare una soluzione alla crisi nel Paese Nordafricano. La cancelliera tesse la tela di un faticoso accordo tra le parti. E quando lo ottiene, può dirsi soddisfatta. Oggi è stato creato "lo spirito, la base per poter procedere sul percorso Onu designato da Ghassan Salamé", dirà al termine dei lavori, senza nascondere che, nonostante tutto, "restano delle differenze". (Segue)