Berlusconi al Quirinale è possibile. Parola di Roberto Calderoli

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Silvio Berlusconi e Roberto Calderoli in una foto del 2011 (Photo: ISM Agency via Getty Images)
Silvio Berlusconi e Roberto Calderoli in una foto del 2011 (Photo: ISM Agency via Getty Images)

“Numeri alla mano, le possibilità ci sono tutte. Bastano 430 voti, il resto arriva, date retta a me”. Lo afferma il leghista Roberto Calderoli, esperto conoscitore di regole e meccanismi parlamentari, in un’intervista al Corriere della sera, parlando dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica e in particolare delle possibilità attribuite a Silvio Berlusconi. Il centrodestra avrebbe sulla carta 450 voti.

Il quadro disegnato da Calderoli include il sostegno dei “non ricandidabili (quelli che non hanno chance per il taglio dei parlamentari e per il calo del consenso del proprio partito, penso in particolare a M5s e Pd) quelli che più possono venire in soccorso”; in cambio “della garanzia che non si vada ad elezioni o di un futuro sereno”. A garantirlo non sarebbe Berlusconi - spiega Calderoli - “ma la maggioranza che lo voterebbe. Si badi, lo voterebbe solo a fronte della garanzia che la legislatura arrivi fino in fondo”.

Poi offre uno scenario: “Faccio una previsione. Se il presidente viene eletto entro le prime quattro votazioni sarà un uomo, se si va alla quinta potrebbe toccare ad una donna. Ma non chiedetemi a chi corrispondono gli identikit”. Ma avverte: “L’elezione entro i primi tre scrutini, con la maggioranza dei due terzi, ha il 30%. Al quarto o quinto scrutinio si sale al 70%”.

“Si continua a parlare di Mattarella bis e di Draghi - aggiunge l’esponente del Carroccio - ma, con il massimo rispetto che tutti dobbiamo alle loro figure, è mai possibile che un Paese come il nostro non sappia trovare un’altra candidatura altrettanto degna? Se la risposta è negativa, tante vale che arrivi il commissariamento”. Del discorso di Draghi “ho capito solo che ha esplicitato la necessità di far emergere una guida per il Paese per il futuro”. Ricordando le elezioni dei capi dello Stato cui ha partecipato, osserva che la Costituzione non nega di rieleggere Mattarella, e “il precedente di Napolitano lo conferma. Dunque, perché no?”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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