Berlusconi apre la 'corsa al centro'. I 'totiani' si contano

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Il 'tana libera tutti' è ormai scattato in casa Forza Italia. Mentre Silvio Berlusconi su Facebook chiede di fermare "queste dichiarazioni -coram populo" ("Basta perdere tempo in chiacchiere e polemiche. Oggi la situazione del Paese è diventata drammatica. Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvare l’Italia", scrive), lo strappo di Giovanni Toti, ancora non formalizzato, ma nei fatti dopo l'azzeramento dei due coordinatori nazionali deciso dal Cavaliere, ha dato il colpo finale a un partito già segnato dal sorpasso storico della Lega salviniana del 4 marzo scorso.  

"La 'parabola' parte dalle ultime politiche'', dice a mezza bocca un big azzurro, che ha vissuto tutte le fasi del movimento nato nel '94. Annunciando un nuovo coordinamento nazionale a 5 senza Toti, il Cav ha voluto riaffermare la sua leadership, della serie Fi sono io, per ricompattare i suoi, pur correndo il rischio (con l'ennesima scissione interna) di un effetto boomerang, che gli farebbe perdere ulteriori consensi, in vista delle prossime politiche. 

Di fatto, è scattata la corsa al centro, favorita proprio dall'implosione forzista, con annesse grandi manovre. I rumors sugli scenari futuri si sprecano. Scende in campo Urbano Cairo? Che farà Carlo Calenda? E Matteo Renzi? A preoccupare i più in questo caldissimo agosto è il Senato, dove i numeri sono stretti e ballerini e il nodo Tav rischia di far saltare il banco.  

Una volta ottenuta la rottura, i 'totiani' ora scalpitano per staccarsi definitivamente e, pallottoliere alla mano, cercano di capire quanti veramente sono disposti a seguirli in una nuova avventura politica, al seguito del Carroccio. Il nocciolo duro dei fedelissimi del governatore, formato dai deputati Alessandro Sorte, Stefano Benigni, e i senatori Luigi Vitali, Paolo Romani, sta tenendo il conto delle possibili adesioni.  

I berlusconiani, che accusano Toti di "voler consegnare il partito nelle mani di Salvini", scommettono che non ha i numeri per formare nuovi gruppi parlamentari. I 'totiani' non si sbilanciano,anzi precisano che "è prematuro parlare ora di gruppi, una questione che si porrà a settembre'', e lavorano per l'exit strategy, pensando ad un'alleanza con la Lega-Fdi e si chiedono cosa faranno "ora Carfagna e l'ala sudista dopo essere stati sconfessati politicamente da Berlusconi".  

Toti annuncia dal 2 settembre un tour regionale 'Cambiamo insieme', primo passo per il lancio sul territorio del suo soggetto, ripete che ''non vuole fare un partitino al centro con i cespuglietti ex Dc, ovvero l'Altra Italia''' e ribadisce la necessità di una ''gamba moderata del centrodestra'', senza svelare cosa intenda fare in Parlamento.