Berlusconi attacca i giudici per gli arresti dei candidati

Nicola Marfisi / Agf

AGI - Silvio Berlusconi 'rompe' il silenzio elettorale e, nel giorno in cui si vota per i referendum sulla giustizia e per il rinnovo di quasi mille Consigli comunali in tutta Italia, attacca la magistratura per gli arresti dei candidati del centrodestra avvenuti nei giorni scorsi a Palermo.

"I soliti attacchi contro di noi. Questa è sempre la storia della giustizia politicizzata che non è morta", sostiene, parlando, in mattinata, al seggio di via Ruffini a Milano, accompagnato solo dalla scorta e della collaboratrice Licia Ronzulli.

Berlusconi poi difende il viaggio di Matteo Salvini a Mosca e anche le modalità di prenotazione dei voli aerei, gestita e saldata in rubli (poi rimborsata dalla Lega) dall'ambasciata russa a Roma.

"L'ambasciata russa era intervenuta perché con Aeroflot c'erano somme in più da pagare", afferma il Cavaliere.

"Comunque quando Salvini lo ha saputo ha restituito i soldi. Quindi, il caso non esiste. Mi sembra che sia un apolemica del tutto inutile e senza senso", taglia corto l'ex premier, che poi ricorda i suoi antichi rapporti con Mosca.

"Se io fossi stato eletto presidente della Repubblica avrei potuto andare da Putin e ripetere quello che ho fatto nel 2008. Sono stato al telefono una settimana e sono riuscito a fermare l'invasione in Georgia", afferma, sostenendo di aver chiamato il capo del Cremlino due volte dall'inizio dell'invasione in Ucraina ma che quest'ultimo non avrebbe risposto.

"Mi hanno buttato fuori dalla politica italiana per molti anni", lamenta poi con riferimento alla decadenza da senatore per la legge Severino di cui oggi si vota per l'abrogazione.

Nel capoluogo lombardo vota anche Salvini. Tutt'altro che silente anche lui, come l'alleato di FI. Fin dalla mattina, il segretario leghista fa diffondere una serie di comunicati in cui denuncia disservizi e caos organizzativo ai seggi.

La Lega poi fa sapere che il suo leader ha espresso “preoccupazione e sconcerto” a Sergio Mattarella per quanto sta succedendo a Palermo, dove si registra la mancanza di "decine di presidenti di seggio",  e ha sottolineato “il grave danno per la democrazia in una delle città più importanti d'Italia”.

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