Berlusconi: fuori da Fi chi sostiene governo. Salvini non lo capisco

Rea

Roma, 8 set. (askanews) - Da Forza Italia non arriverà alcun sostegno al nuovo governo, perchè se qualcuno pensasse di 'soccorrere' il nuovo esecutivo "si porrebbe fuori e contro Forza Italia". Silvio Berlusconi, in un'intervista al Giornale, esclude la nascita di un gruppo di 'responsabili' azzurri a sostegno dell'esecutivo Pd-M5s, "il più a sinistra della storia repubblicana". Per il leader di Fi "su questo non possono esserci equivoci, per quanto riguarda Forza Italia: noi siamo radicalmente alternativi al Pd e ai Cinque stelle. Forza Italia è un partito di persone libere, esistono opinioni diverse su molte cose, delle quali discutiamo e poi facciamo sintesi. Ma sinceramente non ho mai sentito nessuno che immaginasse di potere soccorrere questo governo. Se qualcuno lo pensasse, ma lo escludo, si porrebbe fuori e contro Forza Italia".

Dal leader di Fi ancora parole severe su Matteo Salvini: "Sarebbe ingeneroso dire che la nascita del governo giallo-rosso sia tutta colpa di Salvini, ma sarebbe miope negare che Salvini abbia delle responsabilità. Il fatto è che la Lega ha dato l'impressione di volere giocare una partita solitaria spregiudicata, fino al punto di riproporre la coalizione con i grillini e di offrire a Di Maio la presidenza del Consiglio. Salvini non si è quasi mai posto nella prospettiva del centrodestra di governo, né in questo Parlamento, né in vista delle elezioni. Noi al contrario abbiamo detto dal primo giorno al capo dello Stato che il centrodestra è la maggioranza naturale del Paese, e che la via maestra per riportare al governo un centrodestra unito era il voto ". Insomma "non lo capisco più" visto che "non può essere un monocolore della destra sovranista" a "poter vincere e soprattutto a potere credibilmente guidare l'Italia e farla ripartire".

E in conseguenza di questo ragionamento, Berlusconi chiude anche ogni ipotesi di dialogo con Renzi: "Ha favorito la nascita del governo giallo-rosso, che è agli antipodi delle nostre idee, dei nostri programmi, dei nostri valori. Questo conferma che è un uomo di sinistra, certamente abile, ma lontano da noi. Con lui non c'è mai stata la possibilità di un accordo politico, neppure ai tempi del cosiddetto Nazareno, che non era un patto di governo, lo ricordo a chi lo cita a sproposito, ma solo il tentativo di cambiare insieme la legge elettorale e la Costituzione, pur rimanendo avversari in Parlamento e nel Paese. Oggi non vedo come possa essere un interlocutore per noi, né per i nostri elettori, l'uomo che ha messo insieme Pd e Cinque Stelle, non rispettando il voto degli italiani".