Berlusconi: "Ho fatto il possibile"

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Qualcuno lo ha ribattezzato il nuovo 'manifesto di Silvio'. Dove rivendica per sé il 'volto moderato' della futura coalizione per marcare le differenze rispetto alla Lega e provare a smarcarsi dalla tenaglia sovranista della coppia Salvini-Meloni (''noi di Forza Italia siamo il centro pensante, operativo e insostituibile del centrodestra''), e indica la mission dei suoi parlamentari per serrare i ranghi di fronte al 'fuoco' amico di Giovanni Toti (''difendere i cittadini dall'oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria"). Giovedì, durante il Comitato di presidenza forzista a palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi, apprende l'AdnKronos, avrebbe distribuito una sorta di credo, che farebbe il paio con quello 'laico' di qualche anno fa, due paginette, datate 13 giugno, con l'intestazione Forza Italia.  C'è chi ci vede una riedizione de il 'Manifesto per la libertà' lanciato a Fiuggi nel settembre 2018 in cinque punti, un modo per sancire il cambio di rotta in vista del Consiglio nazionale del 25 giugno, chiamato a eleggere i coordinatori per gestire la transizione fino al Congresso di fine settembre.C'è chi, invece, teme che sia solo una enunciazione di principi e resta molto preoccupato dal futuro prossimo, ovvero l'avanzata dell'asse Lega-Fdi e la nascita di una 'nuova cosa azzurra' alleata del Carroccio e guidata da Toti.  ''Noi siamo i testimoni, i continuatori e i garanti della tradizione liberale, democratica, cristiana e garantista della Civiltà Occidentale", è l'incipit del testo, letto solo in parte dal Cav davanti alle tv al termine della riunione (durata quasi tre ore) dell'organismo direttivo sull'uscio di via del Plebiscito. ''Noi crediamo nella libertà - scrive l'ex premier nel 'bignami' consegnato ai presenti - diritto naturale di ogni persona, che viene prima dello Stato, e sulla quale si fonda la società. Non è lo Stato a conferirci i nostri diritti, primo fra tutti il diritto alla libertà, e, quindi, non può diminuirli o revocarli, ma ha il dovere di garantirli e tutelarli in tutte le loro forme: libertà civili, politiche ed economiche".  "Noi - è la raccomandazione di Berlusconi - abbiamo come missione fondamentale quella di difendere i cittadini dall'oppressione fiscale, dall'oppressione burocratica e dall'oppressione giudiziaria. Noi abbiamo un patrimonio di competenze di serietà, di cultura, di esperienza, di passione civile, di valori, di ideali, di realizzazioni, di programmi, che manca a tutte le altre forze politiche''. Il presidente di Fi lancia un j'accuse contro le altre forze politiche, che in sostanza hanno occupato tutto, dalla Rai alla scuola, dalla magistratura a una parte dei media. ''Gli altri partiti -avverte- sono prevalentemente centri di potere che hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, le scuole, le università, la magistratura, la televisione pubblica, alcuni grandi giornali''.  La 'chiusa' è dedicata alla 'voglia di centro'. Berlusconi parla di centro destra con il trattino e la 'C' maiuscola. In maiuscolo anche la definizione di quel che il centrodestra non deve diventare: ''Noi siamo il centro pensante, operativo e insostituibile del Centro-destra, che senza di noi non sarebbe un Centro-destra ma soltanto un Destra-Destra estremista incapace di ottenere la maggioranza e comunque di governare''.

Siamo ancora indispensabili, senza Forza Italia il centrodestra perde... Noi siamo l'unica forza moderata di una coalizione vincente solo se corre insieme e io resto a Bruxelles l'unico argine al populismo anti-europeo. Più di questo non si poteva fare, ho dato il massimo. Queste, a quanto apprende l'Adnkronos, le prime reazioni di Silvio Berlusconi al voto delle europee. Il Cav tira un sospiro di sollievo e con lui un partito intero. Il rischio salvinizzazione sembra, almeno per ora, essere stato scongiurato. E anche i timori di un flop di preferenze per il leader.  

Tutti gli exit poll, in media, danno Forza Italia al 10%, quella che da tanti azzurri viene considerata la soglia di sopravvivenza. Niente tracollo, dunque. Gli alleati Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono avvertiti. Non c'è alternativa al centrodestra unito, va ripetendo in queste ore Berlusconi. E la possibile vittoria in Piemonte con l'azzurro Alberto Cirio, candidato imposto dall'ex premier e non gradito al Carroccio, apre nuovi scenari anche a livello nazionale. Per il partito forzista significa uscire dal cono d'ombra, sottraendo al Pd un territorio chiave guidato da un presidente di richiamo come Sergio Chiamparino, mentre per la Lega vuol dire conquistare tutte le regioni più produttive del Paese. 

Il 10%, dunque, è un risultato che rincuora. E vale doppio, spiegano fonti azzurre, visto che Berlusconi, con una Lega ai massimi storici, nonostante il suo massimo sforzo, ha avuto poco tempo a disposizione, perché costretto a uno stop di oltre una settimana per un occlusione intestinale proprio nel vivo della campagna elettorale. In più ha dovuto subire il 'fuoco amico' di alcuni esponenti azzurri, a cominciare da Giovanni Toti, e gli hanno concesso poco spazio in video ('in tv c'erano solo Salvini e Di Maio', lo sfogo dell'ex premier). Berlusconi ha un unico rammarico: tutti i sondaggi ci danno tra il 9 e il 12%, mentre il mio gradimento personale è al 25%. Comunque, avrebbe sottolineato il presidente di Fi a chi ha avuto modo di sentirlo al telefono nella notte, le prime proiezioni dimostrano che non c'è alternativa al centrodestra unito. 

Intanto, in una nota di Fi si legge: "Chi si illudeva deve ricredersi: in sole due settimane di campagna elettorale, il Presidente Berlusconi ha compiuto l’ennesimo miracolo".