Berlusconi lancia il brand 'Altra Italia' e registra il nome

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di Vittorio Amato e Antonio AtteFino ad ora è stato solo un annuncio. Quasi uno slogan. Spesso usato per disinnescare polemiche interne e l'attivismo di chi 'rema contro', come il caso di Giovanni Toti prima e, forse, quello di Mara Carfagna adesso. Da cinque giorni 'Altra Italia' esiste anche ufficialmente e presto potrebbe trasformarsi in qualcosa di più. Con tanto di simbolo. 

Silvio Berlusconi, apprende l'Adnkronos, ha deciso di rompere gli indugi e di lanciare la sua nuova creatura politica, registrandone il nome presso l'Ufficio brevetti e marchi del Mise. Spulciando il database del ministero dello Sviluppo economico, infatti, si scopre che il 31 ottobre 2019 è stata depositata la dicitura 'Altra Italia', ovvero il 'brand' di un movimento, una struttura giovane con forte radicamento regionale, che si federerà con Forza Italia senza prenderne il posto.  

A depositare il nome in qualità di 'rappresentante legale' per conto del Cav, è stata la deputata-avvocato Cristina Rossello, commissario azzurro di Milano-Grande Città. L'indirizzo preciso nel capoluogo lombardo è Via San Tomaso, 10. Da mesi, Berlusconi va dicendo che punta a riconquistare il consenso della cosiddetta 'Italia del non voto', ovvero di quei milioni di italiani che si definiscono moderati, liberali, conservatori e che non vanno più a votare, perché "delusi e disgustati" dalla politica attuale e dai suoi protagonisti. L'Altra Italia, appunto. Espressione per lo più della società civile e del mondo delle professioni e delle imprese. 

Proprio qualche settimana fa l'ex premier aveva rivelato di aver affidato al deputato Andrea Mandelli, responsabile dei rapporti con il mondo delle professioni, il compito di organizzare in ogni Regione questo movimento. Nessuno scioglimento di Fi, dunque. Il leader azzurro immagina di affiancare al partito fondato nel '94 una struttura giovane, con energie fresche e volti nuovi, dove verranno scelti candidati da schierare nelle liste alle prossime competizioni elettorali, dalle regionali alle politiche.  

Ampliando l'offerta politica, sempre in nome di quell'allargamento della coalizione tante volte auspicato, Berlusconi, raccontano, punta a restituire una casa ai moderati e ad arrestare l'emorragia elettorale di Forza Italia (ferma al 5% come certificato dal voto in Umbria). Una mossa per sparigliare le carte, uscire dalla morsa sovranista della coppia Salvini-Meloni e provare a mettere la sordina alle fibrillazioni interne legate all'opa renziana e ai malumori del fronte moderato azzurro anti-sovranista, (formato per lo più dai cosiddetti carfagnani), stanco di "fare il 'reggicoda' di Salvini".