Berlusconi lancia no-tax day: in Costituzione tetto rapina di Stato

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Roma, 25 ott. (askanews) - Silvio Berlusconi torna a lanciare un No-tax day. Iniziativa già più volte messa in campo da Forza Italia negli anni passati, torna per chiedere un vecchio cavallo di battaglia degli azzurri: una modifica alla Costituzione per fissare un tetteo al prelievo fiscale, non più di un terzo di quanto guadagnato da un cittadino. "Quando le tasse superano un certo limite, sono sentite come ingiuste. Sono stato accusato di propagandare l'evasione fiscale, tutte storie: se lo Stato chiede un terzo di quello che un cittadino guadagna, questi sente che è una cosa giusta perchè lo Stato li spende per i servizi e le garanzie ai cittadini. Ma se lo Stato esagera nelle spese, come fanno abitualmente le sinistre del tassa e spendi, uno sente che questa cosa diventa addirittura un furto, quando deve pagare metà di ciò che guadagna".

La mobilitazione è per domani, e il leader di Fi chiede ai suoi iscritti e militanti di lanciare iniziative su tutto il territorio nazionale "per spiegare questa nostra proposta ai cittadini e raccogliere firme a sostegno. Si tratta di allestire, nelle piazze di ogni città italiana, gazebo di Forza Italia dedicati a questo tema, nei quali distribuire ai cittadini materiale, dare informazioni, raccogliere firme. Un vero e proprio 'no-tax day' come ne abbiamo realizzati con successo in passato", scrive in una lettera agli iscritti di Forza Italia, "l'unica forza politica a perseguire con fermezza e coerenza questi temi".

Scrive Berlusconi: "L'esperienza di questi anni ci ha insegnato che porre un limite alla voracità dello Stato è molto difficile se non esistono regole che limitino i poteri dei governi, che sono sempre tentati di ricorrere allo strumento fiscale per aumentare le proprie capacità di spesa e quindi il loro potere. Per questo i nostri gruppi parlamentari - riprendendo progetti già studiati da tempo dagli economisti più vicini a noi - hanno preparato un progetto di modifica alla Costituzione volto a fissare un tetto all'imposizione fiscale: lo Stato non potrà mai, per nessuna ragione, imporre una tassazione superiore a un terzo della ricchezza totale prodotta nel Paese durante l'anno, né ad un singolo contribuente, persona fisica, famiglia o impresa, potrà chiedere più di un terzo dei suoi guadagni. Abbiamo detto molte volte che questo è il livello più alto che il comune senso di giustizia possa tollerare. Una tassazione più alta viene percepita come un sopruso e invoglia chi può ad evadere le tasse: una scelta sbagliata ma spesso inevitabile di fronte alla rapina di stato".