Berlusconi a M5S-Pd: "Regole da riscrivere con opposizione"

webinfo@adnkronos.com

di Vittorio Amato  

Forza Italia deve sedere al tavolo delle riforme, a cominciare dalla legge elettorale. Silvio Berlusconi, raccontano fonti azzurre, vuol essere della partita a tutti i costi e dire la sua al governo giallorosso. Il Cav, che ieri ha incontrato Matteo Salvini a Milano per riannodare i fili di un fronte comune del centrodestra contro il Conte bis (anche in vista delle regionali), sa bene che il ritorno al proporzionale, paventato da M5S-Pd, si intreccia con il taglio dei parlamentari e attende le mosse della nuova maggioranza, ma non vuole stare a guardare da semplice spettatore. Ha promesso un'opposizione seria, netta, senza sconti a nessuno, innanzitutto in Parlamento, perchè la piazza resta una extrema ratio (come nel caso della manifestazione della Lega del 19 ottobre a Roma), ma sulle modifiche al Rosatellum e quant'altro gli azzurri devono mettere bocca, perché questo è un diritto delle opposizioni.  

Se ci dovrà essere il taglio dei parlamentari, spiegano fonti azzurre, ciò implicherà ridiscutere la legge elettorale. Questa, poi, se potrà essere proporzionale o di tipo maggioritario, si vedrà in seguito: sul punto, infatti, Forza Italia non è compatta, anzi. In ogni caso, ragiona in queste ore Berlusconi, Fi non solo è pronta a confrontarsi sul tema elettorale, ma chiede con forza che l'opposizione sia coinvolta nella riscrittura delle regole. Un concetto contenuto nel testo dell'intervento, in possesso dell'Adnkronos, che Berlusconi ha letto in parte e consegnato ai suoi parlamentari durante la riunione dei gruppi di lunedì scorso nel giorno della fiducia al Conte bis: "Se vi dovrà essere il taglio dei parlamentari -scrive il Cav- questo implicherà ridiscutere della legge elettorale. Potrebbe essere una legge proporzionale, ma non è scontato che questa sia l’unica né la migliore soluzione possibile".  

"In ogni caso -sottolinea nel suo discorso scritto - noi non solo siamo disponibili a discuterne, ma esigiamo che l’opposizione sia coinvolta nella riscrittura delle regole, per trovare insieme il modo migliore per far funzionare meglio le nostre istituzioni e la nostra democrazia, che sono patrimonio di tutti". Fi, insomma, è pronta al confronto sulle riforme con il Conte bis, mentre "sui contenuti dell'azione di governo", scrive ancora Berlusconi, darà filo da torcere alla maggioranza dem-pentastellati attraverso "un'opposizione senza dubbi e sconti", "tenace, concreta, sulle cose", contro "ogni tentativo grillino di svilire la funzione parlamentare". E questa opposizione, precisa ancora l'ex premier nel testo, ''in via principale, la faremo in Parlamento, ma potremmo manifestare il nostro dissenso anche in altri modi, come abbiamo fatto ai tempi del governo Prodi, nel caso mettessero le mani nelle tasche degli italiani, per esempio con la patrimoniale''.  

Ieri, al faccia a faccia con Salvini, raccontano che Berlusconi abbia siglato una sorta di patto anti-proporzionale, per "evitare inciuci" in stile Nazareno, secondo la versione leghista, per "favorire alleanze e accordi di programma prima del voto e non dopo", secondo fonti azzurre. Il maggioritario, però, non mette tutti d'accordo in casa Forza Italia: alcuni, in particolare chi non vuole morire salviniano, temono che un sistema maggioritario possa favorire solo la Lega, primo partito della coalizione di centrodestra, che fa asse con Giorgia Meloni, e "penalizzare gli altri partner, ovvero la stessa Fi". Non a caso, la presidente dei deputati, Maria Stella Gelmini, oggi avverte: ''Nessuno può pensare di chiedere a Fi di sostenere una legge maggioritaria per fare poi i propri interessi e continuare a dire -come ad esempio ha fatto la Meloni in questi mesi- che l'alleanza dei sovranisti è autosufficiente".  

''Noi -precisa Gelmini- non temiamo nessuna legge elettorale -purché ovviamente assicuri la rappresentanza politica e dei territori- ma per schierarci serve anche chiarezza dagli alleati, perché il maggioritario in Italia si fa se ci sono le coalizioni". Non pochi forzisti concordano poi quel che pensa un ex forzista, Fabrizio Cicchitto, che oggi mette in guardia dal 'pericolo maggioritario': ''L'adozione della proporzionale è una sorta di assicurazione sulla vita per tutti, per le forze di centrosinistra, per M5S, per lo stesso centrodestra".  

''Nel centrodestra -spiega Cicchitto- è Fi che dovrebbe essere per il proporzionale a tutti i costi, perché solo così può tutelare la sua autonomia, rilanciare la sua identità di forza di centro legata al Ppe, liberale e riformista. Di conseguenza, l'adesione che nell'incontro con Berlusconi di ieri ha dato all'adozione del maggioritario e al rifiuto del proporzionale ci sembra una sorta di suicidio non assistito...". 

Ad oggi Berlusconi tace, non si è ancora espresso pubblicamente sul nodo elettorale. Acquista valore, quindi, quanto scritto nel testo da lui consegnato ai gruppi lunedì scorso, dove chiede a M5S-Pd di aprire il tavolo delle riforme alle opposizioni e non chiude affatto la porta al proporzionale, ma nemmeno esclude soluzione alternative di tipo maggioritario, sponsorizzate dalla Lega. Il taglio dei parlamentari comporterà una "ridiscussione della legge elettorale'', premette il leader azzurro, che aggiunge e questo è il passaggio chiave: ''Potrebbe essere una legge proporzionale, ma non è scontato che questa sia l'unica né la migliore soluzione possibile".