Berlusconi, Meloni e Salvini puntano quasi tutto sul tema più “mainstream” del momento

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini
Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini

“Più pensioni per tutti”: il programma del centrodestra per il voto politico del 25 settembre è chiaro, come è chiaro che Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini puntano quasi tutto sul tema più “mainstream” del momento. Un po’ alla “Cetto Laqualunque” e un po’ con serietà assoluta su un tema che in Italia ha sempre fatto la differenza, specie nelle urne elettorali. Il tratto comune è la necessità di riformare il sistema pensionistico.

Lo slogan: “Più pensioni per tutti”

Si parte con la proposta di Salvini che è quella di sostituire Quota 102 (in scadenza a fine 2022) è l’ormai arcinota Quota 41. Il leader del Carroccio ha promesso compattezza della coalizione “perché il primo gennaio ritornerebbe la scellerata legge Fornero”. E Fratelli d’Italia? Giorgia Meloni potrebbe convergere su Quota 41, perché ne aveva già disegnato la priorità indicando la “pensione di anzianità con 41 anni di contributi”. Senza dimenticare la proposta di riforma presentata dal deputato Walter Rizzetto con soglia minima di 62 anni ed almeno 35 anni di contributi.

Le singole posizioni di Lega, FdI e FI

E Forza Italia? Lì le cose si fanno in grande ma sempre sullo stesso tema: Berlusconi ha promesso di portare le pensioni minime a 1.000 euro e di erogarla alle “nostre mamme che sono le persone che hanno lavorato di più alla sera, al sabato, alla domenica, nei periodi delle ferie e che hanno diritto di avere una vecchiaia serena e dignitosa“.

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