Berlusconi vince il dibattito e perde alla prova del fact checking

Alla verifica dei fatti, il leader del Pdl esce sconfitto malgrado il successo nell’arena di Michele Santoro

Silvio Berlusconi ha colpito ancora, e, pur senza esprimere giudizi politici, ha brillato nel match che passerà alla storia della politica italiana in tv: quello a "Servizio Pubblico" contro il nemico giurato Marco Travaglio e l’ex uomo di casa Mediaset, per breve tempo, Michele Santoro.

Il Cavaliere ha fatto salire alle stelle lo share e non c’è dubbio, ma quando si parla davanti a una platea di quasi 9 milioni di telespettatori, bisognerebbe anche argomentare con chiarezza e senza paura di smentita. Peccato che, il giorno dopo, molte delle dichiarazioni dell'ex premier non superino la prova del fact checking, ovvero la verifica dei fatti attraverso i dati reali e il confronto delle fonti, a opera di singoli soggetti, esperti sul tema, o di piattaforme specializzate.

Nessuno, oggi, fa sconti a Berlusconi. Tra le cose che aizzano di più gli antagonisti del fondatore del Pdl, la sua titanica convinzione che nel 2009 e 2011 la crisi non fosse cosi profonda, perché la Borsa andava bene e i ristoranti erano pieni. Prendiamo in considerazione il 2011, famoso anno della dichiarazione anti-crisi fatta al G20 a Cannes, prima di dire addio alla poltrona da primo ministro.

In realtà, nel 2011 sono stati 9mila i ristoranti chiusi a causa della crisi; non lo dicono i comunisti ma i dati della Confcommercio. Male anche i viaggi in aereo, altro cavallo di battaglia del Silvio rampante: secondo l’Istat, nel 2011, erano in calo del 16%, con un conseguente ribasso anche nel numero dei pernottamenti.

Il fondatore di Mediaset cade anche sullo scottante tema Imu definito “una tassa intollerabile per gli italiani che abitano, diversamente dal resto dell’Europa, per l’80% in una casa di proprietà”. Ma secondo i dati Eurostat e Istat la percentuale italiana si aggira intorno al 72%. Il Cavaliere ha sbagliato di poco? Non proprio, perché quella europea è del 70,7%.

Bocciato anche sul tema del sommerso che secondo Berlusconi non viene considerato nel calcolo del Pil: il nero viene già calcolato con una percentuale del 17% dall'Istat dal 1987. Insomma, il mondo gira un po’ diversamente da come lo guarda il Cavaliere di Arcore che pure però è uscito vincente dal confronto con i suoi storici avversari, fra cui figura anche appunto Travaglio, tra i fondatori del Fatto Quotidiano, il cui sito ospita un fact checking sulle dichiarazioni fatte durante la puntata.

Tra quelle false, in generale, c’è anche una che riguarda personalmente Marco Travaglio che secondo Berlusconi lo avrebbe messo in cattiva luce con Indro Montanelli, storico direttore del Giornale, mai concorde con la discesa in campo berlusconiana del ’94. Siamo certi che Berlusconi fino alle elezioni continuerà a parlare e snocciolare dati, ma il fact checking è in agguato.