Berlusconi: sto meglio, riprendo a lavorare senza uscire di casa

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Roma, 2 giu. (askanews) - Silvio Berlusconi rassicura sulle proprie condizioni di salute, ringraziando "per l'attenzione e la partecipazione" avvertita "in questi mesi difficili" in cui ha dovuto affrontare "una sfida difficile" ossia "le conseguenze e le complicanze di un male insidioso e tremendo, lo stesso che ha seminato tanti lutti e tanto dolore in Italia e nel mondo". "Per fortuna sto gradualmente migliorando, tanto è vero che posso darvi quest'intervista. I medici mi hanno finalmente autorizzato a riprendere un minimo di attività, pur senza ancora uscire di casa", ha detto in un'intervista concessa a Il Giornale.

Berlusconi non ha dubbi, l'Italia sta ripartendo grazie a "un cambio di passo del quale sicuramente ha merito il governo di unità nazionale che io per primo ho chiesto e invocato e che senza di noi non si sarebbe mai potuto realizzare". Ora "il tema decisivo per il futuro del paese è la questione fiscale".

Se è vero che "la svolta c'è stata, sia sul piano sanitario, sia su quello economico", ha sottolineato l'ex presidente del Consiglio, "purtroppo la ripresa sarà lunga e difficile". E senza "fare cose importanti anche in materia di giustizia e di fisco non si esce dalla crisi", così come "non si prendono i miliardi del Recovery Plan", ha detto Berlusconi, rispondendo così a Matteo Salvini, secondo cui questo esecutivo non farà le riforme per le distanze che separano i partiti di maggioranza.

Per il leader di Forza Italia, anzi, la priorità ora è proprio il fisco: "La questione fiscale rimane il tema decisivo per il futuro del Paese. E questo è il momento di rilanciare questa grande battaglia".

"Nei giorni scorsi abbiamo presentato un grande progetto di riforma fiscale, perché se l'Italia esce dall'emergenza sanitaria grazie ai vaccini, non esce dall'emergenza economica se non ripartono l'occupazione e i consumi e se le aziende non tornano a fare utili - ha rimarcato l'ex presidente del Consiglio - tutto questo non accadrà mai se il 60% della ricchezza prodotta viene incamerato dallo Stato con le tasse. Siamo consapevoli del fatto che con questo governo non potremo realizzare per intero la riforma fiscale che noi vorremmo, con la flat tax ad un'aliquota molto bassa. Però rilanceremo con forza la battaglia sulle tasse anche raccogliendo le firme nei gazebo in tutt'Italia per la nostra proposta di riforma fiscale".