Berlusconi torna a Bruxelles e riparte col "garantisco io"

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Tweet Berlusconi in volo verso Bruxelles per summit Ppe (Photo: Immagine tratta dal profilo TwitANSA)
Tweet Berlusconi in volo verso Bruxelles per summit Ppe (Photo: Immagine tratta dal profilo TwitANSA)

La mission è chiara: tentare di salvare la reputazione del centrodestra italiano negli ambienti europei, dopo le polemiche sulle spinte fasciste dentro Fratelli d’Italia e la Lega. “Ci deve essere assoluta tranquillità da parte dei leader europei sul fatto che il centrodestra italiano è lontano da ogni estremismo e ritorno al passato”, dice Silvio Berlusconi, appena arrivato a Bruxelles per il vertice del Ppe prima del Consiglio europeo di oggi. Il presidente di Forza Italia, alla sua prima uscita internazionale post-pandemia, arriva con tutte le energie della mediazione, a partire dal caso polacco, per esempio, che sta lacerando l’Europa tra nazionalisti ed europeisti. E per Angela Merkel, oggi al suo ultimo vertice europeo prima di lasciare la cancelleria, il Cavaliere arriva addirittura con “un omaggio a sorpresa”. Relegati al passato i vecchi scontri, i vecchi insulti sessisti. Ora di lei dice tutto il meglio: “Abbiamo avuto una collaborazione che ha sempre dato risultati concreti e positivi”. Mario Draghi? Bravo, ma sta meglio al governo che al Colle, è il senso.

Ma gli preme mettere a posto gli affari di ‘casa centrodestra’ in un consesso europeo. È per questo che si ferma a parlare a lungo con la stampa al suo arrivo al vertice del Ppe. Sulla Polonia, che con la sentenza della Corte suprema ha lanciato una sfida all’Europa stabilendo che il diritto nazionale prevale sul diritto europeo, Berlusconi tenta la mediazione, sulla linea Merkel di fatto: “Dobbiamo approfondire e chiarire con loro quali sono i settori in cui prevale la legislazione polacca e quelli in cui deve prevalere quella europea stabilita dai Trattati su cui anche loro hanno messo la firma”. Sanzioni? “Sono sempre contrario a queste sanzioni - risponde - perché quando sono in discussione gli interessi dei vari paesi non mi sembra sia il caso di imporre sanzioni. Bisogna approfondire l’argomento con una discussione tranquilla che deve arrivare a risultati che accontentino l’una e l’altra parte”.

E questa è la mediazione non solo di carattere europeo ma soprattutto con Giorgia Meloni e Matteo Salvini che sono schierati a spada tratta con Varsavia. Nel centrodestra, continua, “i valori e le idee fondanti sono quelle portate da Forza Italia che è stato il soggetto federatole del centrodestra. Sono scritti imposti dalla carta dei valori scritta da noi che deriva in gran parte da quella del Ppe, carta che sono stato incaricato di riscrivere in occasione di riunioni a Roma nel 2006”.

Ma Berlusconi ne ha anche per Mariastella Gelmini, la ministra fuori di sé per l’elezione di Paolo Barelli capogruppo alla Camera, tanto da attaccare: “I ministri del governo vengono tenuti lontani da Berlusconi, così rimarremo in dieci” dentro Forza Italia. "Io non so cosa è successo al ministro Gelmini - commenta Berlusconi - le dichiarazioni di ieri sono anche contrarie assolutamente alla realtà. per esempio per quanto riguarda i rapporti con i nostri ministri al governo c'è sempre stata una riunione dei tre i ministri con i vertici di Forza Italia ogni settimana. Oggi i giornali hanno parlato di separazione, tutte cose esagerate e non c'è assolutamente nulla di cui io mi debba preoccupare”.

Il resto è tutta una manovra per ribadire il sostegno al governo Draghi e persino la fiducia a Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno da tempo nel mirino di Fratelli d’Italia e Lega. A patto che Draghi resti al governo e non venga eletto al Quirinale. Il freno è diplomatico ma c’è: “Sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica - dice - mi domando se il suo ruolo attuale, continuando nel tempo, non porterebbe più vantaggi al nostro paese".

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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