Bernini (Fi): Craxi gigante politica, sua lezione resta attualissima

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Roma, 17 gen. (askanews) - "Partecipare alle celebrazioni del ventennale della morte di Bettino Craxi, ad Hammamet, è per me un dovere politico e morale per ricordare nel modo più degno uno statista che con tenacia, coraggio e sapiente visione del futuro seppe indicare la rotta a una sinistra piegata dal peso immane dell'eredità comunista. Per questo ci sarò convintamente, accanto alla figlia Stefania. I suoi meriti storici e politici vanno ben oltre i suoi errori, ed è significativo che oggi molti dei suoi avversari di allora finalmente glieli riconoscano: tutti tranne il Pd". Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

"Craxi lavorò incessantemente, grazie alla sua fortissima leadership, per trasformare un partito subalterno al Pci in una forza moderna, capace di integrarsi pienamente nel gioco democratico e di accettare l'economia di mercato, coniugandola con la giustizia e la solidarietà. Un partito autonomo e autenticamente riformista. Grazie a lui per la prima volta in Italia nacque una forza socialista laica e pienamente occidentale. Gli eredi del comunismo non gliel'hanno mai perdonato, trincerati dietro il falso muro della loro presunta superiorità morale. Poiché aveva vinto storicamente, Craxi andava eliminato politicamente", aggiunge.

"E così, purtroppo, avvenne, sull'onda di un'ubriacatura giustizialista e strabica di cui ancora oggi scontiamo le conseguenze. Ma sulla necessità inderogabile di riformare le istituzioni, come sull'Europa e sulla politica estera, Craxi aveva visto lontano prima e meglio di tutti. Per questo la sua resta la lezione attualissima di un gigante della politica, come testimoniano gli scritti raccolti dalla Fondazione. Scelse di morire in libertà, da esule, e volle una tomba vicino al mare per guardare l'Italia. Esule, non latitante: l'unica latitanza è quella degli eredi del comunismo, perennemente in fuga dalle proprie responsabilità e dai loro irrimediabili errori", conclude.