Bersani e D’Alema: “Il Pd ha fallito, serve un nuovo Pds”

Bersani D'Alema

I due big di Liberi e Uguali Massimo d’Alema e Pierluigi Bersani non hanno intenzione di seguire la collega Boldrini, che ha deciso di entrare nel Pd. Per loro quel partito ha fallito. Bisogna dar vita ad un nuovo Partito Democratico della Sinistra come venticinque anni fa.

Bersani e D’Alema su Partito Democratico

Una nuova “gioiosa macchina da guerra” formata da sinistra e Movimento Cinque Stelle con lo scopo di battere la destra. Questo il progetto di D’Alema e Bersani, che vorrebbero costruire una grande alleanza come fu il Pds negli anni Novanta. L’obiettivo del partito sorto dalle ceneri del PCI fu quello di ottenere il governo del paese, con l’unione di tutti i Progressisti, ed evitare l’ascesa di Berlusconi.

I risultati elettorali non furono però quelli sperati: il Partito Democratico della Sinistra ottenne il 20.36% contro il 21,01% della sola Forza Italia. Un’esperienza che lo stesso Occhetto, primo segretario del Pds, definì “un’armata Brancaleone” per poi dimettersi e lasciare l’incarico a D’Alema.

Per evitare il medesimo destino, i due di Liberi e Uguali propongono “un programma univoco che possa unire i due popoli, quello democratico e quello grillino“. L’ottica è quella di una collaborazione di medio-lungo periodo tra le due forze che porti di nuovo l’Italia ad un bipolarismo. Inutile per loro cercare di realizzare una sinistra liberale e moderna. Per arginare meglio “il pericolo della destra” non si sarebbe dovuto dar retta a Veltroni e Prodi, ma “mantenere due partiti forti, uno di matrice socialista e uno di ispirazione cristiana“. Ovvero comunisti e democristiani.