Bersani: Vogliamo governare per lanciare gli Stati Uniti d'Europa

Reggio Emilia, 9 set. (LaPresse) - "Siamo a chiedere che Monti non ceda ai quotidiani ricatti altrui. Noi diciamo la nostra: diamo il nostro contributo fin dove i numeri ci consentono di arrivare. Noi garantiremo la stabilità del governo Monti. E tuttavia parliamo senza ambiguità delle elezioni. Sempre che Moody's e S&P non ce le aboliscano, sostituendole con una consultazioni tra banchieri". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenendo alla festa di Reggio Emilia del partito, spiegando che l'agenda Monti è un punto di svolta da cui non si può tornare indietro e che il Pd vuole proseguire su questa strada "ma mettendoci dentro più lavoro, più uguaglianza e più diritti".

Bersani ha poi spiegato qual è la ricetta per uscire realmente dalla crisi: "Per noi il sogno di Spinelli non è morto. Noi diciamo adesso nel momento più difficile lavoriamo per gli Stati Uniti d'Europa". Il "decennio delle destre e dei populismi", ha spiegato Bersani, ha prodotto "una regressione che ha reso impotente l'Europa", che oggi è "un continente che balbetta". "Cedere sovranità all'Europa - ha continuato rispondendo alle critiche di chi teme che Bruxelles finisca per decidere tutto - non è un problema. Di che parliamo? Tanto la sovranità se la sono presa i mercati". Anzi, ha sottolineato, la priorità ora è proprio togliere ai mercati "la licenza di uccidere".

"Il debito - ha proseguito Bersani - non è la causa della crisi, ne è la conseguenza. Nessun Paese sottoposto a cure massacranti può crescere. Il rigore non è l'obiettivo, è uno strumento. L'obiettivo è il lavoro". Perciò "chi dice che la crisi è finita è un irresponsabile". Dopo di che Bersani ha esortato il suo partito all'unità e al rispetto reciproco: "Dal Lingotto a oggi - ha detto - dal 2004 al 2012, la sfida del Partito democratico è stata vinta. Siamo il primo partito del Paese in moltissimi luoghi dopo le amministrative. Il Pd è la speranza di questo Paese, non la tradiremo. Dobbiamo avere rispetto prima di tutto per quello che rappresentiamo. Il nostro dibattito deve rafforzarci, non indebolirci. A tentare di indebolirci ci pensano gli altri, è il loro mestiere, non il nostro".

"Da Reggio Emilia - ha continuato - parte un richiamo alla responsabilità e all'unità del Partito democratico. Tutti dobbiamo avere cura della casa comune che è il Pd". "La ruota girerà - ha proseguito, riferendosi a Romano Prodi - ma nel rispetto di tutti quelli che ci hanno portato fin qui, che ci hanno portato in Europa, che hanno avuto il coraggio di creare il Pd, ci vuole rispetto". Twitter @fabiodeponte

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