Bettini: Conte leader, nessun governo oltre il suo

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Roma, 27 nov. (askanews) - "E' il momento di compiere un grande passo in avanti. Il presidente del Consiglio a gennaio deve avanzare una proposta condivisa alla quale poi tutti devono sentirsi vincolati. Il governo sta in piedi solo se è utile all'Italia, questo è il sentimento del Pd". A dirlo in una intervista a 'La Stampa' è Goffredo Bettini, voce autorevole del Pd, già stratega delle campagne elettorali Rutelli, Zingaretti, Veltroni.

Per il Pd, sottolinea, "l'obiettivo non è proseguire a tutti i costi, né porre condizioni unilaterali. Il governo ha già evitato una legge di bilancio anti europea e fondata sul debito, che sicuramente Salvini, se al potere, avrebbe realizzato. Ora la Lega parla un linguaggio più suadente. Ma il suo cuore è gonfio di rabbia, e batte per un'Italia xenofoba, ultraliberista e regressiva. Tuttavia quello che di buono abbiamo fatto finora non basta più. Occorre lavorare in un clima più coeso e su indirizzi concordati più chiari". E occorre che sia chiaro, aggiunge, che "Conte è un leader politico. Non c'è altro governo oltre il suo. Dopodi lui ci sarebbero solo le elezioni".

"Il Pd - secondo Bettini - non ha alcuna crisi di identità. Oggi sta di nuovo crescendo un bipolarismo chiaro. Le nuove destre da una parte, il campo democratico(dei quali noi siamo il principale pilastro) dall'altra. Chi soffre dentro questa chiarezza sono i 5 Stelle e Italia Viva. Rispetto il loro travaglio. Ma la scelta è o di qua, o di là. Grillo, essendo un uomo che avverte persino 'fisicamente' il clima del Paese, ha scelto di stare contro Salvini, e di sperimentare un rapporto con i democratici. È un fatto di grande importanza".

"Zingaretti - conclude Bettini - ha dato il massimo in questi mesi. Ha tenuto unito il Pd, ha cominciato a rinnovarlo, ha avuto un buon risultato alle europee, ha varato un esperimento di governo difficile ma fondamentale per fermare le destre evitando il nostro isolamento in Europa, ha affermato uno stile di direzione civile, pacato e democratico. Fanno male a sottovalutarlo. Ha sempre vinto, anche in controtendenza rispetto al vento nazionale. Ha il compito nei prossimi mesi di trasformare il Pd in un soggetto politico più largo e appetibile. Per questo serve un congresso".