Bettini (Pd): o coalizione cambia registro o elezioni inevitabili

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Roma, 28 ott. (askanews) - "O si cambia registro o saranno inevitabili le elezioni": "A una destra unita serve contrapporre un centro sinistra unito". Invece il campo dell'alleanza di governo è "bombardato dalla conflittualità, dalla competizione interna, dalla irresponsabilità di molti". Lo afferma Goffredo Bettini, ex eurodeputato Pd e membro della direzione nazionale dem, commentando con un post su Facebook i risultati delle elezioni regionali umbre. Il riferimento dell'esponente dem è a Matteo Renzi e Luigi Di Maio accusati di creare occasioni buone "per scassare, non per costruire".

"In Umbria - riconosce Bettini - il centrosinistra è stato sconfitto. È un risultato netto. Detto questo, in sé, non è un voto decisivo rispetto alla tenuta del governo Conte, né inevitabilmente preannuncia una serie successiva di disfatte per i progressisti. Il centrodestra è sostanzialmente unito, agguerrito, motivato, concorde sulle strade da intraprendere. Il nostro campo è invece bombardato dalla conflittualità, dalla competizione interna, dalla irresponsabilità di molti. A una destra unita serve contrapporre un centro sinistra unito. È difficile pensare che i primi risultati del governo nazionale ottenuti, possano essere compresi e valorizzati dai cittadini quando su tutto prevalgono le polemiche politiche. Renzi vuole governare con i 5 Stelle fino all'elezione del Presidente della Repubblica. Ma ogni giorno sottolinea che i 5Stelle gli fanno 'abbastanza schifo'. Di Maio, che è il capo politico del più grande gruppo parlamentare, sembra che mal volentieri collabori con il premier e se è possibile pratica verso di lui una concorrenza politica. Ogni occasione, in questo clima, è buona per scassare, non per costruire".

"Secondo me - sottolinea Bettini - dobbiamo chiarire con molta pacatezza ma con altrettanto forza che il Pd sta al governo solo se si lavora per il Paese e si esprime una classe dirigente all'altezza delle responsabilità, che oggi abbiamo, riguardo alle condizioni complessive della Repubblica. Quindi o si cambia registro o saranno inevitabili le elezioni".

"In fondo - osserva - il Pd in Umbria è il solo partito del campo democratico che non subisce una flessione, tenendo conto che rispetto alle europee ha perso il contributo di Calenda, di Renzi e di Leu. Dunque resta un partito fondamentale per ogni strategia di rivincita. Tale strategia si fonda sul suo rafforzamento in strettissima connessione con un allargamento e rafforzamento di uno schieramento più ampio e tendenzialmente maggioritario. È del tutto evidente, che in questo senso, occorrebbe una legge elettorale maggioritaria. Lo spettacolo di questi mesi ha confermato che gli egoismi di partito prevalgono sempre sugli interessi generali. A quel punto i partiti potranno liberamente scegliere, anche quelli del campo democratico, con chi stare e contro chi stare".

"Perché - conclude Bettini - è ben triste che il primo commento di Renzi alla sconfitta in Umbria sia stato che esso spiana una autostrada a Italia Viva. Riflettiamo bene, perché le condizioni per correggere ci sono, ma la pazienza del più grande partito della sinistra non è infinita".