BEV: da 5,5 a 155 g/km le emissioni reali di CO2 nell'intero ciclo di vita

(Adnkronos) - Quanto inquina realmente un’auto elettrica e quanta CO2 emette nel suo completo ciclo di vita dalla produzione in fabbrica al riciclo a fine vita? A queste e altre domande sulle reali emissioni di CO2 dei veicoli elettrici fornisce una risposta lo studio "Le variabili emissive dell'auto elettrica: ricarica, utilizzo e stili di guida” presentato agli Electric Days di Roma e realizzato dalla Fondazione Caracciolo (Centro Studi dell’ACI) e dal CARe - Center for Automotive Research and Evolution dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi.

La ricerca analizza l'impatto ambientale dell'auto elettrica valutando il suo intero ciclo di vita, prendendo in considerazione cicli reali di guida sul territorio nazionale di specifiche tipologie di utenza. Lo studio evidenzia come tra i fattori di maggiore produzione di CO2 figurino l’estrazione dei materiali per la costruzione delle batterie e il mix energetico utilizzato per costruzione e assemblaggio del veicolo. Ad esempio la Carbon Footprint di un veicolo costruito e assemblato in Cina supera di oltre il 35% quella dello stesso veicolo realizzato in Europa. Se le modalità di ricarica incidono limitatamente sulla Carbon Footprint globale in quanto i rendimenti medi dei diversi sistemi di ricarica sono molto simili tra loro, le modalità di produzione e distribuzione dell’energia elettrica per la ricarica incidono, invece, fortemente sull’impronta carbonica.

A parità di tutti gli altri parametri di costruzione, assemblaggio e utilizzo del veicolo, prelevando l’energia elettrica dalla rete si può avere una Carbon Footprint di circa nove volte maggiore rispetto al prelievo da un impianto di produzione da fotovoltaico. Anche le caratteristiche del veicolo (massa e capacità della batteria) incidono significativamente sulla Carbon Footprint.

Ad esempio un’auto di segmento D come la Tesla Model 3, tra le più virtuose in termini di efficienza nella sua gamma, supera la Carbon Footprint di un’auto di segmento A come la Smart EQ di quasi il 40%. L’analisi individua poi un’ampia casistica di uso del BEV compresa tra il caso migliore, rappresentato da un veicolo costruito con energia 100% rinnovabile, ricarica da impianto fotovoltaico di autoproduzione e basse percorrenze annue e il peggiore: quello di un veicolo costruito con più del 70% di energia da fonti fossili, percorrenze maggiori e prelievo di energia elettrica per la ricarica da una rete con elettricità prodotta in prevalenza da fonte fossile.

Prendendo il range di migliore e peggiore casistica possibile, lo studio mostra che le vetture elettriche nel loro completo ciclo di vita possono arrivare a produrre emissioni che oscillano da un minimo di 5,5 g/km (nel migliore dei casi) a un massimo di 155 g/km.

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