Bianchi (Ance): pene più severe per i reati contro la PA

Red/Cro/Bla

Roma, 25 set. (askanews) - "I reati contro la PA costituiscono fattispecie gravissime e si caratterizzano da fatti corruttivi legati a doppio filo con la mala gestio della cosa pubblica intesa a 360 gradi, come ha denunciato Cantone in Parlamento. Mala gestio determinata, anche, da una normazione perennemente incompleta. Vittime ne sono sia le imprese che la pubblica amministrazione. Le prime sono costrette a chiudere sopportando costi altissimi, le seconde si nascondo in una burocrazia difensiva che tutto blocca. Chiediamo pene più severe per questi reati ma a fronte di provvedimenti definitivi e non provvisori (meri indizi), come è adesso. Vorremmo sapere se oltre al 'principio di innocenza' è sparito dal nostro ordinamento anche il reato di 'omissioni di atti di ufficio' ? Chi paga il conto di tutto questo?". Così, Edoardo Bianchi, vicepresidente Ance, nel corso del convegno "Presunzione di (non) colpevolezza", organizzato a Roma.

Da parte sua, Vincenzo Bonifati, delegato Ance al tema della legalità, ha sottolineato come "la tutela della legalità è da sempre una priorità dell'Ance. Negli anni, infatti, forte è stato il contributo dell'Associazione all'ideazione del sistema delle white list e assidua è la collaborazione con il Ministero dell'interno per definire il funzionamento degli strumenti previsti, che sia al tempo stesso efficace e corretto. L'obiettivo dell'Associazione è infatti garantire che protocolli di legalità e white list siano ispirati a principi che coniughino la lotta al malaffare con la tutela di diritti e garanzie fondamentali previsti dall'ordinamento per tutti i cittadini".