Bianchi: "Juve, dov'è la mano di Sarri? Il Napoli era più bello ma in bianconero conta solo vincere"

Antonio Parrotto

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Ottavio Bianchi, ex allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport, dicendo la sua sul momento della ​Juventus dopo il ko con la formazione azzurra, partendo proprio dalla mano di Maurizio Sarri.

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Quanto c’è di Sarri in questa Juve?


"Bisognerebbe chiederlo a lui, certo, vista da fuori è una Juve che sta a +3 sull’Inter più per le capacità individuali dei singoli che per il gioco di squadra. Se lei mi chiede dove vedo la mano dell’allenatore io le rispondo Atalanta sempre e Lazio a tratti, non Juventus".


Il Napoli di Sarri seminava più bellezza di questa Juventus?

"Guardi, magari a Sarri questo aspetto non interessa nemmeno. Mi spiego: deve vincere, stop. Il resto non conta. Il suo Empoli giocava con grande scioltezza, a Napoli ha dato spettacolo: ma sono situazioni che non si possono paragonare. La Juventus è un'altra cosa".

In estate si era parlato di rivoluzione culturale?

"Questo l’avete detto voi. Un allenatore deve far giocare bene la propria squadra e vincere. Quello che posso dire è che finora la Juve ha fatto fatica, una sofferenza non prevista, ha vinto tante partite con un solo gol di scarto puntando molto sui colpi ora di ​Cristiano Ronaldo ora di ​Dybala e ​Higuain".

Che tipo di percorso sta facendo Conte all’Inter?

"Sta lavorando su premesse importanti, finalmente credibili. C’è il lavoro di una società che ha preso a modello la Juventus, e si vede. Le squadre di Conte sono sempre molto caratteriali, giocano molto sull’agonismo e sulla determinazione; appena vengono a mancare queste qualità qualcosa si incrina e lo stiamo appurando. Ma il giudizio su Conte è sicuramente positivo, sta facendo un eccellente lavoro. Per mesi ha chiesto rinforzi, ora la società l’ha accontentato. E’ come quando senti la selvaggina vicina, allunghi la mano e provi a prenderla. Credo che all’Inter quest’anno ci sia la consapevolezza che lo scudetto sia possibile, ma questo vale anche per la Lazio, che ha il vantaggio di potersi concentrare su un unico obiettivo. Dopo 21 giornate l’Inter ha 8 punti in più rispetto all’anno scorso, la Juventus ne ha 8 in meno: è la fotografia di un campionato più aperto, più incerto, con valori più vicini".


Chi lo vince lo scudetto?

"Non lo so. Diciamo che la Juve che ha dettato legge per otto anni consecutivi oggi non dà l’impressione di essere una macchina da guerra imbattibile. Anche il fatto che subisce troppi gol, con una media di uno a partita, mi sembra un segnale poco positivo. Per questo Inter e Lazio hanno il dovere di crederci fino in fondo e sono sicuro che sarà lotta a tre fino alla fine. Forse stiamo vivendo una fase di passaggio, di sicuro ciò contribuisce a rendere il nostro campionato più bello".