Bibbiano, Claudio Foti condannato in primo grado a 4 anni di carcere

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Claudio Foti, il terapeuta e direttore scientifico della onlus Hansel e Gretel, in una foto tratta dal suo blog, 23 luglio 2019. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ ++HO ? NO SALES EDITORIAL USE ONLY++   (Photo: BLOG CLAUDIO FOTI-ANSA)
Claudio Foti, il terapeuta e direttore scientifico della onlus Hansel e Gretel, in una foto tratta dal suo blog, 23 luglio 2019. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ ++HO ? NO SALES EDITORIAL USE ONLY++ (Photo: BLOG CLAUDIO FOTI-ANSA)

È stato condannato a quattro anni Claudio Foti, lo psicoterapeuta titolare del noto studio di cura torinese ‘Hansel&Gretel’ nel rito abbreviato per la vicenda degli affidi illeciti di Bibbiano e della Val d’Enza. La procura aveva chiesto sei anni di condanna per le accuse di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime (ipotesi di reato formulata per la presunta alterazione psichica di una paziente).

È stato poi rinviato a giudizio il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, per abuso d’ufficio. Mentre è stato prosciolto dalle accuse di falso. Il processo dovrà verificare se sia stata commessa qualche illegittimità amministrativa nell’affidamento dell’appalto concernente il servizio terapeutico di cura dei minori da parte dell’Unione dei Comuni. “La sua posizione - commenta l’avvocato Giovanni Tarquini - è stata ulteriormente alleggerita”.

Molto duro il commento dei legali di Foti, Giuseppe Rossodivita e Girolamo Andrea Cuffari: “Il dottor Foti è assolutamente estraneo e innocente - spiegano -, il trattamento avuto nei suoi confronti ricorda quello riservato a Enzo Tortora, poi assolto in Corte d’Appello”. E aggiungono: ”È una sentenza che non sta in piedi dal punto di vista giuridico e ha un carattere ideologico. La psicoterapia è stata definita eccellente, questo processo è stato paragonato in una perizia a quello di Galileo Galilei perché è stata messa sul banco degli imputati la psicoterapia del trauma”.

La storia dell’inchiesta. L’inchiesta, chiamata “Angeli e Demoni” iniziata nel 2018, aveva svelato, secondo le ricostruzioni della Procura, un sistema con vittime proprio bambini, allontanati dai genitori attraverso disegni falsificati, cui venivano aggiunti dettagli a carattere sessuale, oppure con abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, stati emotivi dei piccoli artatamente relazionati, travestimenti dei terapeuti da personaggi cattivi delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna. Decine e decine i regali e le lettere di affetto, consegnati negli anni da parte dei genitori naturali, che i carabinieri trovarono in un magazzino dove erano nascosti, che gli appartenenti ai Servizi Sociali indagati avevano omesso di consegnare ai piccoli.

Tutto questo, secondo le accuse, per poi mantenerli in affido e sottoporli ad un circuito di cure private a pagamento di una Onlus piemontese. Un business illecito di diverse centinaia di migliaia di euro, come evidenziarono gli stessi carabinieri di Reggio Emilia che effettuarono le indagini, di cui beneficiavano alcuni degli indagati, mentre altri si avvantaggiavano a vario titolo dell’indotto derivante dalla gestione dei minori attraverso i finanziamenti regionali, grazie ai quali venivano, inoltre, organizzati anche numerosi corsi di formazione e convegni ad appannaggio della stessa Onlus, in elusione del codice degli appalti e delle disposizioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. A finire nella lista degli indagati, accusati, a vario titolo, di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso, anche l’allora sindaco di Bibbiano Andrea Carletti. Al centro dell’inchiesta lo psicoterapeuta Claudio Foti, titolare del noto studio di cura torinese ‘Hansel&Gretel’ e Beatrice Benati, assistente sociale dell’Unione Val d’Enza.

Per Foti, il sostituto procuratore Valentina Salvi, titolare del fascicolo, aveva chiesto sei anni di condanna per le accuse di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime (ipotesi di reato formulata per la presunta alterazione psichica di una paziente), mentre per la seconda aveva chiesto un anno e sei mesi di condanna con le accuse di violenza privata e tentata violenza privata. Finora l’unica pena relativa al procedimento è quella di Cinzia Magnarelli, assistente sociale sempre dell’Unione Val d’Enza, rea confessa e accusata di falso ideologico e frode processuale, la quale ha patteggiato a un anno e otto mesi (pena sospesa).

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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