Bibbiano: pres. ass. vittime Forteto, 'quante analogie, bimbi e genitori ci rimettono sempre'

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(di Roberta Lanzara) - "Analogie tra il Forteto e Bibbiano? Posto che l'inchiesta di Bibbiano è ancora all'inizio, da quel che emerge alcune analogie sembrano esserci. Anzi: da presidente delle vittime posso dire che il Forteto è il caposcuola di quei metodi faciloni, pregiudizievoli con cui si tolgono i bambini ai loro genitori. A partire da un medesimo obiettivo: distruggere l'istituzione della famiglia. Scopo da setta distruttiva i cui metodi sono ormai scritti nero su bianco nelle carte dei tribunali e fanno storia". Lo dice all'Adnkronos Sergio Pietracito, presidente dell'Associazione Vittime Forteto, commentando alcuni stralci della lettera formale del Commissario governativo della Cooperativa, Jacopo Marzetti, al governatore della Toscana, Enrico Rossi.  

"Il tardivo tentativo della Regione di prendere le distanze dai tragici fatti del Forteto in concomitanza con l’emersione di fatti analoghi, come quelli, tragici, di Bibbiano”, di cui scrive il commissario governativo Marzetti al governatore della Toscana, "non è un accenno ad un collegamento casuale", osserva Pietracito, scappato in Olanda dalla comunità agricola.  

Come l'obiettivo, anche il metodo sarebbe "analogo tra Forteto e Bibbiano". Consisterebbe, sempre a detta di Pietracito, nella manipolazione dei ricordi. "Poi i reati si consumavano dentro", in un presunto meccanismo circolare tra carnefici, vittime, padri fondatori ed educatori che, "dopo aver preso in affido minori, per non farli tornare a casa - racconta sempre il presidente dell'Associazione - agivano sulla memoria inducendo falsi ricordi di violenze subite da amici o familiari". "Con una differenza - evidenzia Pietracito - che a Bibbiano si trova qualche famiglia decente, al Forteto invece regnava la malvagità assoluta, per cui i bambini vivevano un'esistenza distrutta in modo irreversibile".  

"Anch'io, come il Commissario nella lettera a Rossi, mi domando perché la regione Toscana intervenga solo adesso con una richiesta di risarcimento, quando c'è un commissario governativo che sta facendo espellere tutti i coinvolti dalla setta, tentando di salvare la parte sana dell'Azienda".  

"E' una scelta politica - afferma Pietracito - come quella di chiedere i danni alla cooperativa e non agli autori dei reati. Dal punto di vista dell'immagine la Regione vuole fare vedere di essere dalla parte delle vittime, ma mi chiedo: perché il governatore Rossi non le ha mai incontrate in nessuno dei suoi due mandati?".  

Sì ad un fondo alimentato dalla Toscana per il risarcimento delle vittime non accertate dalla Corte di Cassazione: "Sarebbe un atto di giustizia di alto livello - osserva il presidente dell'Associazione - ma uno stanziamento unico della regione per il recupero psicologico mi lascia perplesso".