Bibbiano, sindaco torna in libertà: "Mi hanno trasformato in orco"

Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano

Torna a parlare Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano tornato libero dopo che la Cassazione ha revocato l'obbligo di dimora. Il primo cittadino bibbianese, con una lunga lettera di sfogo, rompe il silenzio che ormai durava dal 27 giugno scorso quando venne arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulle adozioni denominata “Angeli e demoni”.

Il 3 dicembre la Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza del 20 settembre del tribunale della Libertà di Bologna, impugnata dalla difesa di Carletti, e conseguentemente ha revocato la misura cautelare, che aveva sostituito i domiciliari inizialmente disposti dal Gip di Reggio Emilia. Ora la prefetta Maria Grazia Forte, interpellata dall’agenzia Ansa, ha dichiarato che Carletti può tornare a fare il sindaco “nel pieno delle sue funzioni”.

La prefetta aveva temporaneamente sospeso il sindaco dal suo ruolo vista la natura restrittiva delle misure cautelari, ma il riesame avendo applicato l’obbligo di dimora (Carletti è residente nel Comune di Albinea) il primo cittadino non poteva mettere piede in sede. Una sospensione che, dopo la decisione della Suprema Corte, cade automaticamente senza bisogno di ulteriori atti o revoche prefettizie.

LEGGI ANCHE: Il sindaco di Bibbiano querela Di Maio per post offensivi e minatori

Le parole di Carletti

Il sindaco ha scritto: “Ho toccato da vicino il significato vero, profondo della parola libertà. Il giorno dopo una delle tante serate trascorse in Comune vieni svegliato, e in poche ore, dalle Alpi alla Sicilia diventi il mostro, l’orco di Bibbiano”. Mesi difficili e pesanti quelli trascorsi dal 47enne che resta indagato per reati di natura amministrativa e non per abusi sui bambini. “Abbiamo ricevuto minacce di morte io, mia moglie e mio figlio. Il web chiedeva il mio linciaggio in nome del popolo” ha scritto.

“Il Procuratore Mescolini il giorno dopo, in occasione della conferenza stampa, chiarisce la mia posizione, ma la verità sembra interessare a pochi. Ormai la macchina del fango è partita: un mix di falsità, odio, ignoranza, ipocrisia con tanti obiettivi ma non sicuramente quello della verità e del bene dei minori” si legge sulla lettera di Careltti.

LEGGI ANCHE - Bibbiano, Salvini: "Chieda scusa chi ha coperto sistema indegno"

Il primo cittadino ha poi proseguito: “Dopo pochi giorni la sentenza di condanna era già stata emessa: i vili barbari del web chiedevano “in nome del popolo” il pubblico linciaggio degli indagati, sindaco in testa, se poi il sindaco è del Pd ancora meglio”.

Poi l’annuncio: “Da domani tornerò al silenzio, affronterò le nuove fasi giudiziarie a schiena dritta per il doveroso rispetto verso chi sta svolgendo le indagini, delle famiglie e dei minori coinvolti”.

Il sindaco poi ha svelato di aver intenzione di ricominciare dove tutto si era interrotto: “Nei prossimi giorni, con la dovuta cautela, con la dovuta gradualità, riprenderò un cammino interrotto il 27 di giugno. Questo lo devo innanzitutto a chi a maggio mi ha rinnovato la fiducia. Per ora riassaporare la libertà dopo cinque mesi ha un gusto indescrivibile”.

Zingaretti: “Vergognatevi!”

“La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica”. Dopo che la Cassazione ha annullato gli arresti per il primo cittadino del Partito democratico, è intervenuto il segretario dem Nicola Zingaretti: “Chi chiederà scusa a lui e alle persone messe alla gogna ingiustamente? - ha scritto su Facebook - La giustizia sta facendo chiarezza e ha tutto il nostro sostegno. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!“.

Matteo Orfini attacca Di Maio

Dopo la revoca dell'obbligo di dimora per il sindaco di Bibbiano, Matteo Orfini si associa alla richiesta di scuse del segretario Nicola Zingaretti, aggiungendo alla lista anche Luigi Di Maio, che aveva bollato il Pd come "il partito che fa parte dello scandalo di Bibbiano".

"Molti - scrive Orfini su Twitter - si dovrebbero vergognare per aver speculato su Bibbiano. Tanti dovrebbero chiedere scusa, come ha giustamente detto Zingaretti. Ma - aggiunge - ce ne è uno che più di chiunque altro avrebbe il dovere di farlo: l'attuale ministro degli Esteri".

LEGGI ANCHE: La bambina di Bibbiano non è di Bibbiano?

Meloni: “Da Pd difesa cieca”

"È il Pd che sta facendo una difesa senza precedenti di suoi rappresentanti, nel dubbio io questa difesa a un sindaco mio non l'avrei fatto - ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni a Radio 24 sulla vicenda Bibbiano - È legittimo chiedersi se ci sia qualcosa da nascondere? Non mi è chiara questa difesa cieca del sindaco Carletti”.

E ancora: "Non credo che nessuno debba chiedere scusa, la revoca dell'obbligo di dimora non significa che non ci sia un procedimento contro Carletti. Io spero che alla fine la magistratura dica che non è accaduto".

Salvini: “L’inchiesta su Bibbiano non si sta sgonfiando”

“L'inchiesta sui presunti abusi nella gestione dei servizi per le famiglie e l'infanzia a rischio a Bibbiano "non si sta sgonfiando, l'inchiesta è in corso e spero che arrivi a conclusione, perché abbiamo sentito degli audio incredibili - ha affermato il segretario della Lega, Matteo Salvini, parlando a Stasera Italia su Rete 4.

L'ex vicepremier ha negato di aver messo nel mirino il Pd, attribuendo a quel partito la responsabilità dei reati contro i bambini: "Ma mica il Pd", ha detto rispondendo a una domanda sui possibili eccessi della campagna lanciata dal Carroccio sul tema. "Parlateci di Bibbiano è perché portar via dei bambini a mamme e papà, fratellini e sorelline è un crimine orrendo".

GUARDA ANCHE - Bibbiano, il Pd attacca la leghista Borgonzoni