Bibiano, Morrone (Lega): commissione non è strumentalizzazione

Cro/Ska

Roma, 22 lug. (askanews) - "Hanno davvero un bel coraggio certi esponenti dell'opposizione che rimescolano le carte sul 'caso Bibbiano' nel tentativo di nascondere responsabilità sul sistema malato degli affidi di minori". Lo afferma il sottosegretario alla Giustizia, on. Jacopo Morrone, che nel merito della vicenda ha inviato una lettera all'Ordine nazionale degli assistenti sociali per invitarne la dirigenza ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti di associati di cui fosse provata la responsabilità in questi eventi.

"Ricordo all'on. Paola De Micheli del Pd, per citare uno di questi esponenti, - prosegue Morrone - che i fatti emersi sono gravissimi e che il cosiddetto 'sistema Bibbiano' non è nato dal nulla ma in un preciso contesto ideologico e politico che rifiuta di assumersi responsabilità, anche indirette, in vicende che lasciano pochi dubbi. Contesto politico sostenuto da certi media che sembrano aver ignorato il 'caso' finchè hanno potuto e che oggi danno spazio all'autodifesa del Pd che, banalizzando il proprio ruolo nella vicenda, lancia al contrario assurde accuse di strumentalizzazione alle forze di Governo. Ma autoassolversi non servirà ai dem, come a nessuno abbia assistito ai fatti senza intervenire. Solo con questo Governo, voglio ricordarlo, c'è stata la volontà, dopo un quarantennio di silenzi e rinvii, di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta sulla drammatica vicenda della comunità toscana 'Il Forteto', con il compito di avanzare proposte di controlli più stringenti sul sistema dell'affido famigliare. E voglio anche menzionare il disegno di legge proposto dalla Lega, presto in discussione, sull'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità che accolgono minori. Questa non è strumentalizzazione, ma una precisa volontà politica di capire cosa non ha funzionato nel sistema degli affidi e a chi ascriverne la responsabilità nell'unica ottica di tutela dei più deboli. Siamo certi che la grande maggioranza dei professionisti e degli operatori che lavorano sul fronte degli affidi svolge con encomiabile capacità il proprio ruolo. Ma non si può permettere che si verifichino nuovamente abusi e maltrattamenti nei confronti di minori da parte di soggetti che credono di poter agire impunemente, al di fuori di ogni regola".