Biden dal Papa, lo storico Faggioli: "Incontro lungo e caloroso, alcuni vescovi Usa infastiditi"

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"L'ncontro è stato molto lungo e, da quello che abbiamo visto dalle immagini date dal Vaticano, molto caloroso: le questioni sono quelle che ci si aspettava su cui i due hanno comunanza di visioni, un incontro che ad alcuni vescovi più estremisti darà fastidio perché ha evidenziato i punti in comune più che quelli che li dividono". Così Massimo Faggioli, docente di Storia del Cristianesimo alla Villanova University di Philadelphia, commenta con l'Adnkronos l'incontro di oggi tra Joe Biden e Papa Francesco sottolineando che, anche se, come ci aspettava, non hanno parlato di chiesa americana o di aborto, "o se ne hanno parlato non c'e' nessun accenno nei comunicati", l'udienza del Vaticano manda un chiaro segnale ai vescovi conservatori di Oltreoceano.

"Il sogno di alcuni vescovi americani era che il Papa nell'udienza rimproverasse Biden, o non lo ricevesse o lo facesse in modo umiliante che è una cosa che rivela una certa ignoranza della storia del Papato", continua lo storico delle religioni autore del libro "Joe Biden e il cattolicesimo negli Stati Uniti", in Italia edito da Morcelliana, riferendosi ai settori della conferenza episcopale americana che vorrebbero che si negasse la comunione a Biden ed altri esponenti democratici cattolici per il loro sostegno all'aborto.

E che cercheranno di far votare un documento sull'Eucarestia in questo senso proprio nelle prossime settimane, dopo appunto l'udienza in Vaticano di Biden che, ricorda Faggioli, il primo presidente cattolico "che non deve nascondare il suo cattolicesimo", come invece dovette fare Kennedy perché l'America "era ancora dominata dall'elite protestante".

"Per molti cattolici in Usa, anche vescovi, è difficile comprendere che il Papa è non solo un vescovo ma anche un capo di Stato e deve avere a che fare con altri capi di stato nonostante quello che possano fare internamente nel loro Paese" spiega ancora Faggioli, sottolineando come in questo senso il cattolicesimo americano sia molto "protestante", ha "un modo di vedere il mondo in bianco e nero, e invece in politica, in diplomazia, anche vaticana, è tutto una sfumatura di grigio".

Per questi vescovi quindi il fatto che l'udienza con Biden non solo ci sia stata ma sia stata " in questo modo, molto lunga, molto calorosa è un ulteriore messaggio che c'e' una differenza" tra loro e il Papa" non sulla posizione sull'aborto, che è la stessa che è quella cattolica, differenza su cosa ci sta a fare il Papato e la chiesa".

Ma accanto a questa motivazione culturale, c'e' anche quella più strettamente politica, con i vescovi conservatori più generalmente allineati con le posizioni del partito repubblicano, "che è diventato un partito estremista" , finendo per avvicinare ancora di più Biden e Papa Francesco perché "entrambi devono governare guardandosi da queste frange ideologiche".

Biden e Papa Francesco hanno poi parlato, "per quanto si può capire" dai comunicati, della Cina, perché quando si fa riferimento alla libertà religiosa "quello è un accenno abbastanza chiaro, anche se velato, alla questione cinese, alla libertà dei cristiani in Cina, agli uiguri e le altre minoranze", continua Faggioli, spiegando che anche in ambienti democratici si nutrono "preoccupazioni" per l'accordo firmata dal Vaticano con la Cina nel 2018 sulla nomina dei vescovi.

Ma la questione è stata affrontata nel "rispetto delle forme diplomatiche, superando le rozzezze di Trump e di Pompeo", afferma ricordando che quest'ultimo, nella sua ultima visita da segretario di Stato a Roma lo scorso anno, fece un attacco durissimo e pubblico esortando il Vaticano a non rinnovare l'accordo con la Cina.

Per Faggioli a preoccupazione per questo accordo negli Usa "è una questione bipartisan, ho sentito americani in ambienti diplomatici che sono favorevoli a Biden e Papa Francesco ma sono preoccupati perché pensano che 3 anni fa con questo accordo il Vaticano si sia fatto convincere o ingannare dai cinesi".

Ed è un dato di fatto che "in questi ultimi tre anni da quando l'accordo è stato firmato nel settembre 2018, se guardiamo ad Hong Kong, a Taiwan la situazione è peggiorata", aggiunge lo storico del cristianesimo spiegando di essere in contatto con cattolici cinesi o italiani in Cina ed Hong Kong. "Per questo è stata una questione sull'agenda - prosegue - la cosa importante era non tornare alle rozzezze di Trump e Pompeo, ma avere il rispetto delle forme diplomatiche: secondo me in America si capisce adesso che il Vaticano verso la Cina non può fare la politica americana, questo lo sanno, ma allo stesso tempo c'è una preoccupazione".

Se nei comunicati ufficiali non si fa esplicito riferimento alla Cina, si citano invece direttamente due Paesi dell'America Latina sempre per la difesa delle libertà e dei diritti civili, Cuba e Venezuela, con gli Stati Uniti che ringraziano il Vaticano per gli sforzi in favore delle persone "imprigionate ingiustamente" in questi due Paesi.

"Papa Francesco ha avuto un ruolo nella normalizzazione dei rapporti tra Usa e Cuba nel 201, e quindi che ci sia questo accenno nel comunicato, concordato ovviamente, è un modo per mettere un po' di pressione su Cuba", spiega Faggioli, sottolineando anche si tratta di anche di un'attenzione da parte del presidente americano alle comunità cubane e venezuelane in America.

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