Biden ha il numero di delegati che gli servono per la nomination democratica

Rita Lofano

AGI - Joe Biden ha raggiunto la soglia dei 1.991 delegati necessaria per assicurarsi la nomination democratica per la sfida a Donald Trump il prossimo novembre.

"È stato un onore competere con un gruppo di candidati tra i più talentuosi che il partito democratico abbia mai messo in campo. Sono orgoglioso di poter dire che andiamo alle elezioni generali con un partito unito", ha commentato Biden in una nota.

"Da qui al prossimo 3 novembre" ha proseguito "dedicherò ogni giorno a combattere per guadagnare il voto degli americani in tutta questa grande nazione, in modo tale da poter vincere insieme la battaglia per l'anima del Paese, e assicurare che mentre ricostruiamo l'economia nessuno sia lasciato indietro".

L'ex numero due di Barack Obama è stato il candidato designato del partito democratico dallo scorso aprile quando l'ultimo rivale in gara, Bernie Sanders, ha gettato la spugna. Ma il rinvio delle primarie a causa del coronavirus non ha consentito a Biden di raggiungere la fatidica soglia fino al voto dello scorso 2 giugno: si è presentato all'appuntamento con circa 1.550 delegati e se ne è aggiudicati almeno 441 sui 479 in palio.

Nel vincere la nomination, ha raggiunto un traguardo che lo scorso febbraio sembrava quasi impossibile, dopo le batoste ai caucus dell'Iowa e alle primarie del New Hampshire e del Nevada.

L'incredibile rimonta è iniziata lo scorso 29 febbraio, con il trionfo nella Carolina del Sud suggellato dal Super Martedì a marzo quando si è guadagnato 10 vittorie su 14 primarie. La nomination gli sarà tributata formalmente alla convention democratica il prossimo agosto.

Chi è Joe Biden

Si tratta di un personaggio molto amato dagli americani, soprattutto per la sua straordinaria capacità empatica. Non è un mistero: l'ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, riesce a stabilire una connessione fortissima con la gente.

Biden non si è fermato un attimo dal 2017. Ha fondato due istituti di politica, l'uno rivolto agli interni l'altro agli esteri. Ha firmato editoriali per numerose pubblicazioni di rilievo, ha girato la nazione con un libro dedicato all'amatissimo figlio Beau, ucciso a 46 anni da un tumore al cervello.

Cosa è il caso Ucraina che ostacola la corsa alla Casa Bianca

L'unica rilevante nube all'orizzonte arriva a causa di quello che è stato definito "il lato oscuro" di Joe Biden e il ruolo avuto nel siluramento del procuratore ucraino che indagava sull'azienda per cui lavorava il figlio, Hunter Biden.

Hunter Biden entrò nel consiglio d'amministrazione della Burisma Holdings, compagnia ucraina del gas, nel maggio 2014, con uno stipendio di 50 mila dollari al mese. Il figlio di Biden venne scelto nonostante non parlasse la lingua e non avesse particolari esperienze nel campo energetico. Ma venne preso pochi mesi dopo la decisione di Obama di affidare al suo vice il compito di seguire la transizione politica in Ucraina, travolta dagli scandali, con il presidente Viktor Yanukovich costretto dalla "rivoluzione arancione" all'autoesilio in Crimea per evitare la guerra civile.