Biden scivola sul petrolio, Trump ci si tuffa

Brahim Maarad
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AGI - Fracking è la parola chiave degli ultimi giorni che restano della serrata campagna elettorale americana. Il candidato democratico, Joe Biden, nell'ultimo dibattito televisivo si è lasciato andare ad un "no ai sussidi all'industria petrolifera". Per il suo rivale, il presidente uscente Donald Trump, in quei secondi si è concretizzato "l'errore più grave della campagna elettorale di Biden". E ora cerca di monetizzarlo al massimo in termini di voti, con i democratici che si affrettano a tentare di chiarire con comunicati stampa e persino con l'intervento di Kamala Harris. 

"Biden ha parlato della fine dei sussidi ai combustibili fossili, non di tutta l'industria del petrolio", hanno spiegato dalla sua campagna. L'ex vice di Barack Obama conta su un costante vantaggio nei sondaggi ma il margine è più stretto in una manciata di Stati indecisi e a questo punto nulla è scontato. Persino una dichiarazione può cambiare le sorti di questi lunghi mesi di campagna. 

La frase 'incriminata'

Negli ultimi minuti della resa dei conti in prima serata di giovedì a Nashville, Trump ha chiesto al suo sfidante: "Chiuderesti l'industria petrolifera?". "Andrei oltre l'industria petrolifera, sì", ha risposto Biden. "Perché l'industria petrolifera inquina in modo significativo", ha aggiunto. Biden ha confermato quindi che i combustibili fossili devono essere sostituiti da energie rinnovabili nel tempo con gli Stati Uniti che spostano verso zero emissioni nette.

L'ala sinistra dei democratici, quelli che Trump definisce socialisti radicali, è entusiasta dell'idea che gli Stati Uniti mettano fine alla loro dipendenza da petrolio e gas come parte della lotta contro il cambiamento climatico. Ma questa politica potrebbe allontanare gli elettori della classe lavoratrice in stati politicamente cruciali come Pennsylvania, Ohio e Texas, dove hanno sede molti dei dipendenti dell'industria del settore. 

Lo staff democratico corre ai ripari

Sondaggi alla mano, gli assistenti di Biden hanno dunque rilasciato una dichiarazione dopo il dibattito dove spiegano che il candidato ha pianificato di eliminare gradualmente i sussidi per le società di combustibili fossili, non tutta l'industria. Dopo il duello televisivo, lo stesso Biden ha cercato di chiarire le sue osservazioni dicendo che i combustibili fossili non sarebbero stati eliminati fino al 2050.

La sua vice nella corsa alla Casa Bianca, Kamala Harris, ha affrontato la controversia ieri mentre era in campagna elettorale in Georgia. "Siamo davvero chiari su questo punto. Joe Biden non ha intenzione di vietare il fracking. Si occuperà dei sussidi petroliferi. Sapete che al presidente piace prendere tutto fuori contesto. Ma siamo chiari, quello di cui Joe stava parlando era di vietare i sussidi, ma non bandirà il fracking in America".

Il fracking consente alle aziende di perforazione di accedere a risorse di petrolio e gas difficili da raggiungere. E negli Stati Uniti ha incrementato in modo significativo la produzione nazionale di petrolio e ridotto i prezzi del gas, ma ha suscitato preoccupazione da parte degli ambientalisti che desiderano che gli investimenti si concentrino sulle fonti energetiche rinnovabili. 

Trump all'attacco

I sostenitori di Trump hanno quindi approfittato immediatamente dell'uscita e lanciato nuovi spot che attaccano Biden con tutte le sue dichiarazioni contrastanti sulla materia. All'inizio della campagna elettorale, Biden aveva detto agli elettori di preferire lo stop al fracking, ma da quando è diventato il candidato democratico alla Casa Bianca ha corretto il tiro, ossia porre fine ai contratti di fracking sui terreni federali.

"Penso che abbia perso cinque o sei Stati con quella dichiarazione", ha detto Trump nel suo comizio a Pensacola, in Florida. Gli stati in cui Trump pensa di poter guadagnare più terreno sono luoghi come il Texas e la Pennsylvania, che ospitano grandi interessi petrolchimici, ma ha detto che anche gli abitanti della Florida dovrebbero preoccuparsi.