Biden: uscita da Afghanistan segna fine del nation-building Usa

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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden alla Casa Bianca

(Reuters) - Di fronte alle aspre critiche per il caotico ritiro degli Stati Uniti dall'Afghanistan, il presidente Joe Biden ha detto che si tratta dell'opzione migliore per porre fine sia alla guerra più lunga degli Usa che a decenni di vani sforzi militari per ricostruire altri Paesi attraverso la forza militare.

Biden ha parlato del ritiro come di un successo logistico che sarebbe stato altrettanto turbolento anche se avviato settimane prima, sostenendo che restare nel Paese avrebbe richiesto di impegnare un maggior numero di truppe Usa.

"Non avevo intenzione di prolungare questa guerra infinita", ha detto Biden nel corso di un intervento dalla Casa Bianca.

Nelle scorse ore i talebani, che hanno preso il controllo dell'Afghanistan grazie a un'avanzata fulminea, hanno festeggiato la vittoria sparando colpi di pistola in aria e facendo sfilare bare avvolte dalle bandiere di Stati Uniti e Nato.

Nei primi commenti dal completamento del ritiro, avvenuto ieri, Biden ha detto che 5.500 cittadini Usa sono stati evacuati e che gli Stati Uniti hanno fatto pressioni sul gruppo militante islamico per assicurarsi che altri che altri 100-200 potessero partire qualora lo desiderassero.

Il presidente Usa ha detto che Washington continuerà ad avere come obiettivo i militanti che rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti, ma anche che le truppe del Paese non verranno più utilizzate per tentare di costruire società democratiche in luoghi che non ne hanno mai avuta una.

"Questa decisione sull'Afghanistan non riguarda solo l'Afghanistan. Riguarda la fine di un'era di grandi operazioni militari per ricostruire altri Paesi", ha detto.

I talebani ora controllano un territorio più ampio di quando erano al potere prima dell'inizio, nel 2001, della guerra più lunga degli Stati Uniti, in cui hanno perso la vita quasi 2.500 soldati Usa e circa 240.000 afgani, costata circa 2.000 miliardi di dollari.

Nelle ultime due settimane più di 123.000 persone sono state evacuate da Kabul grazie al massiccio ma caotico ponte aereo dagli Stati Uniti e delle forze alleate, ma molti tra coloro che hanno aiutato i Paesi occidentali durante la guerra sono rimasti in Afghanistan.

Secondo Biden l'unica alternativa sarebbe stata quella di intensificare gli scontri e continuare una guerra che "avrebbe dovuto concludersi molto tempo fa" e il presidente Usa ha affermato inoltre che iniziare il ritiro a giugno o luglio, come suggerito da alcuni, avrebbe solo accelerato la vittoria dei Talebani.

Ma la decisione del presidente Usa è risultata tutt'altro che popolare e ha incontrato le critiche sia repubblicani che dei democratici, oltre che degli alleati stranieri.

Il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell ha detto che con la partenza alcuni statunitensi sono stati abbandonati dietro le linee nemiche.

"Come conseguenza di questa ferita autoinflitta siamo meno al sicuro", ha detto McConnell dal Kentucky, suo stato natale.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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