Biden - Putin, la musica è già cambiata

Gianni Vernetti
·Ex parlamentare e analista internazionale
·2 minuto per la lettura
Russian Prime Minister Vladimir Putin (R) shakes hands with U.S. Vice President Joe Biden during their meeting in Moscow March 10, 2011. Biden is on the second day of an official visit, meeting top officials in the Russian capital.  REUTERS/Alexander Natruskin (RUSSIA - Tags: POLITICS) (Photo: Alexander Natruskin / Reuters)
Russian Prime Minister Vladimir Putin (R) shakes hands with U.S. Vice President Joe Biden during their meeting in Moscow March 10, 2011. Biden is on the second day of an official visit, meeting top officials in the Russian capital. REUTERS/Alexander Natruskin (RUSSIA - Tags: POLITICS) (Photo: Alexander Natruskin / Reuters)

Di fronte ad un Campidoglio minacciato solo pochi giorni fa dall’insurrezione suprematista, Joe Biden ha rivolto il suo primo discorso alla nazione da Presidente ricordando le sfide urgenti e drammatica che l’America ha di fronte a sè. Poi ha firmato 15 ordini esecutivi per dare corpo e sostanza a quanto dichiarato, cancellando alcune delle più pesanti storture della stagione trumpiana: rientro degli Usa negli Accordi di Parigi sul clima e svolta verde con la fine delle esplorazioni di gas nell’Artico; rientro nell’Organizzazione Mondiale della Sanità e fine del negazionismo sul Covid con obbligo dell’uso della mascherina in tutte le strutture pubbliche; fine del divieto di ingresso nel paese da diversi paesi islamici; stop alla costruzione del muro con il Messico; un pacchetto di misure per tutelare i diritti dei migranti; moratoria sui pagamenti dei debiti studenteschi e sugli sfratti.

Poi l’America e il resto del mondo: “we will repair our alliances and engage with the world once again”… in altre parole: l’America è nuovamente pronta a ricucire e rafforzare le proprie alleanze storiche e ad essere nuovamente una forza trainante. Quindi “America is back”: gli Stati Uniti sono tornati, con la loro forza e la loro credibilità per essere ancora leader delle nuove sfide globali.
Buone notizie dunque per l’Europa e per il rilancio dell’alleanza fra le due sponde dell’Oceano Atlantico a partire da una conferma della centralità della Nato ed anche un segnale forte a chi la democrazia la calpesta: da Mosca a Hong Kong, da Minsk a Pechino. Promozione della democrazie e tutela dei diritti umani minacciati saranno nuovamente una priorità dell’amministrazione statunitense e il progetto del Presidente Biden di convocare entro il primo anno del suo mandato un “Summit delle Democrazie” definirà le priorità...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.