Bielorussia, decine di migranti entrano in Polonia: abbattute recinzioni

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Decine di migranti hanno attraversato nella notte il confine tra Bielorussia e Polonia dopo aver rotto le recinzioni nei pressi delle località polacche di Krynki e Bialowieza. Lo riportano i media polacchi, citando un portavoce delle guardie di frontiera che fanno base nella città di Bialystok. Il portavoce ha indicato che in entrambi i casi i migranti hanno abbattuto le recinzioni e ci sono stati momenti di violenza. Alcuni di coloro che hanno attraversato il confine sono stati intercettati e fatti rientrare in territorio bielorusso mentre altri sono riusciti a fuggire.

La Bielorussia ha accusato le forze polacche di aver picchiato alcuni migranti, nello specifico quattro persone di etnia curda, che tentavano di entrare nell'Ue, mentre aumentano le critiche nei confronti di Minsk per la "strumentalizzazione" dei migranti bloccati al confine.

I quattro "sono stati arrestati in Polonia dove avevano cercato di chiedere protezione e status di rifugiato", ha dichiarato in una nota il servizio delle guardie di frontiera bielorusse, diffondendo immagini che mostrano quattro uomini, alcuni con vestiti insanguinati e uno con tagli sulle mani, che si coprivano il viso.

"A giudicare dalle numerose ferite sui corpi dei migranti, le forze di sicurezza polacche hanno maltrattato le persone e, usando la forza, le hanno spinte oltre una recinzione di filo spinato al confine con la Bielorussia", si afferma nella nota.

La Russia è "molto preoccupata" per la situazione dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che Mosca comprende la complessità della situazione.

"La situazione resta estremamente tesa, inoltre, le tensioni stanno crescendo. Siamo molto preoccupati. Comprendiamo la complessità della situazione, ma qui, ovviamente, crediamo che il problema de facto sia con le persone. Diverse migliaia di profughi non vogliono rimanere in Bielorussia e richiedono asilo nei Paesi europei", ha detto Peskov ai giornalisti.

Commentando le dichiarazioni del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, che ha accusato la Russia di avere responsabilità nella crisi, Peskov ha affermato che si tratta di "una dichiarazione completamente irresponsabile e inaccettabile".

“La situazione dei migranti assembrati al confine tra Bielorussia e Polonia ha del paradossale. Dall'una e dall'altra parte si usano i migranti per interessi politici” denuncia senza mezzi termini all’Adnkronos mons. Giancarlo Perego, presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Italiana e della Fondazione Migrantes.

“Nessuno parla di chi siano queste persone migranti, il loro volto, la loro storia. È certo - osserva il presule - che da entrambi le parti c'è solo un rifiuto o uno sfruttamento. Ancora una volta i migranti sono le sole vittime”.

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