Biennale Architettura 2023: l’Africa come laboratorio del futuro

Image from askanews web site
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Milano, 31 mag. (askanews) - Nel solco delle ultime edizioni e con un impegno verso la contemporaneità e le nuove prese di coscienza che rinnovano il ruolo dell'istituzione: la prossima Biennale di Architettura, curata da Lesley Lokko, architetto nata in Scozia, ma di cittadinanza ghanese, si intitolerà "Il Laboratorio del Futuro" e metterà sul tavolo le tematiche di giustizia sociale, razziale e climatica, accanto ovviamente a quelle più specificamente legate alla progettazione.

"Le nuove tecnologie - ha detto Lokko nella conferenza stampa dio presentazione della 18esima edizione - appaiono e scompaiono continuamente, offrendoci scorci non filtrati della vita in parti del mondo che probabilmente non visiteremo mai, tanto meno capiremo. Ma vedere contemporaneamente vicino e lontano è anche, per dirla con Du Bois e Fanon, una forma di 'doppia coscienza', il conflitto interno di tutti i gruppi subordinati o colonizzati, che descrive la maggioranza del mondo, non solo 'laggiù', nei cosiddetti Paese poveri, in via di sviluppo, arabi, ma anche 'qui', nelle metropoli e nei paesaggi del Nord globalizzato. Qui in Europa parliamo di minoranze e diversità, ma la verità è che le minoranze dell'Occidente sono la maggioranza globale; la diversità è la nostra norma. C'è un luogo in cui tutte le questioni di equità, risorse, razza, speranza e paura convergono e si fondono. L'Africa. A livello antropologico, siamo tutti africani. E ciò che accade in Africa accade a tutti noi".

Parole straordinarie nella loro chiarezza, nel modo di porre quelli che sono i temi sui quali siamo chiamati ogni giorno a confrontarci e che sono anche le uniche possibili basi per la costruzione di un futuro che possa essere realmente tale per tutti, non solo per la minoranza occidentale privilegiata.

"La storia della migrazione forzata attraverso la tratta transatlantica degli schiavi - ha aggiunto l'architetto - è il terreno su cui oggi si combattono in tutto il mondo le lotte per i diritti civili e per una società più civile. Con tutti i discorsi sulla decarbonizzazione è facile dimenticare che i corpi neri sono stati le prime unità di energia ad alimentare l'espansione imperiale europea che ha plasmato il mondo moderno. Equità razziale e giustizia climatica sono due facce della stessa medaglia. Ma la speranza è una moneta potente. Essere fiduciosi significa essere umani. A livello profondamente personale, devo la mia presenza a questo tavolo oggi alle instancabili richieste di una società più giusta, più inclusiva e più equa per le quali hanno lottato le generazioni che mi hanno preceduto. La visione di una società moderna, diversificata e inclusiva è seducente e persuasiva, ma finché rimane un'immagine, resta solo un miraggio. È necessario qualcosa di più di una rappresentazione e gli architetti, storicamente, sono attori chiave nel tradurre le immagini in realtà".

Ecco il ruolo dell'architettura, quindi, ecco il pensiero che diventa progetto, pratica, azione. Ed è difficile non ripensare alle ultime edizione della Biennale Architettura come un percorso che si spinge ogni volta più in là: nel 2016 il rapporto dal fronte di un mondo che faticavamo a riconoscere con Aravena; nel 2018 lo spazio di libertà e di diritti immaginato da Yvonne Farrell e Shelley McNamara; nel 2020, poi diventato 2021, la domanda di Hashim Sarkis sul modo in cui possiamo continuare a vivere insieme. Il Laboratorio di Lokko sembra essere la prima tappa di una possibile risposta a tutto ciò che è venuto prima, nonché la prima Biennale Architettura concepita nel mondo post (o forse sarebbe meglio dire trans) pandemico. Un mondo che vive di dinamiche e di strutture mentali sempre più fluide e in movimento.

"Lesley - ha detto il presidente della Biennale Roberto Cicutto - dimostra determinazione e coraggio anche nell'usare nel suo titolo due parole abusate ma insostituibili - laboratorio e futuro - per restituire la piena importanza del loro significato. Coglierete come il suo approccio somigli molto alla proposta di un patto fra i visitatori della Biennale, il mondo dell'architettura e della cultura in generale. Una Mostra che partendo da premesse molto concrete e punti di vista molto precisi guarderà dritto negli occhi i rappresentanti dei Paesi partecipanti e tutti coloro che popoleranno i Giardini, l'Arsenale e la Città di Venezia. Il tutto per parlare al mondo, che è la vera ragione per cui un curatore si assume la responsabilità di fare una Mostra Internazionale della Biennale".

La prossima edizione della Biennale Architettura si terrà si terrà dal 20 maggio al 26 novembre 2023 a Venezia.

(Leonardo Merlini)

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