Big 5S senza ricandidatura in caso di elezioni

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La regola dei due mandati parlamentari non guarda in faccia a nessuno. "Nel Movimento 5 Stelle c'è la regola dei due mandati, io ho fatto due mandati, io ho fatto la mia esperienza. Per me ci sono due mandati, questa è la regola del Movimento 5 Stelle". Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, è stato tranchant: chi ha alle spalle due mandati parlamentari non può ricandidarsi. Una regola che lo riguarda in prima persona e che, se non verrà introdotta una deroga, segnerà la fine della carriera politica per molti big pentastellati in caso di elezioni. 

A partire dal leader politico Luigi Di Maio e dal presidente della Camera, Roberto Fico. Ma la mannaia potrebbe scattare anche per altri esponenti di primo piano con incarichi ministeriali: Giulia Grillo, Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede. E poi per le vicepresidenti di Senato e Camera, Paola Taverna e Maria Edera Spadoni; per il capogruppo alla Camera Francesco D'Uva; per i sottosegretari Manlio Di Stefano e Vito Crimi, per il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra; per presidenti di commissioni permanenti come Francesca Businarolo e Giuseppe Brescia. Viceversa potrebbe tornare in pista un altro big del Movimento che non si era ricandidato e che ha quindi alle spalle soltanto un mandato, vale a dire Alessandro Di Battista. A meno che, magari passando attraverso un sondaggio sulla piattaforma Rousseau, non si decida di derogare alla regola, magari in considerazione che le Camere sono state sciolte e la legislatura non è stata completata.