## Bill Emmott: alle Europee non vinceranno i sovranisti

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Torino, 24 mag. (askanews) - "Non credo che le elezioni europee saranno vinte dai sovranisti, anche se il loro potere crescerà all'interno del Parlamento europeo. Le forze favorevoli all'Europa avranno la maggioranza". Parola di Bill Emmott, giornalista e saggista, nonché ex direttore dell''Economist' dal 1993 al 2006, che abbiamo incontrato a Torino in occasione dil"Wake up Europe! Festival" (17-19 maggio 2019), un evento dedicato a documentari e dibattiti sulle sfide che sta affrontando l'Europa: dai rifugiati ai cambiamenti climatici, dalla parità tra i sessi al nazionalismo crescente.

Diretto da Annalisa Piras, giornalista italiana di stanza a Londra, il festival, alla sua prima edizione, è stato organizzato da Wake Up Foundation, di cui Emmott è presidente, un ente filantropico che si propone di creare "un agorà in cui discutere del futuro dell'Europa, partendo dai fatti", ha spiegato il giornalista. "Non siamo propagandisti o sostenitori di una idea particolare. Vogliamo che i cittadini alla vigilia delle elezioni europee si formino una loro opinione a partire dai dati e dai fatti", ha chiarito Emmott.

La Wake Up Foundation è nata all'indomani di un tour in Italia di Emmott e Piras per lanciare il loro documentario "Girlfriend in a coma" (2013), un ritratto in chiaroscuro dell'Italia berlusconiana, che aveva suscitato un vespaio di polemiche. "L'Italia Berlusconiana è stato un brutto antipasto dell'era Trump", ha osservato Emmott, che accusa Silvio Berlusconi "di non aver preparato la sua successione in Forza Italia". "Mi aspettavo che Berlusconi non lasciasse il campo. Per questo Salvini gli ha rubato la scena e per questo Berlusconi ha una grande responsabilità rispetto all'attuale situazione italiana", ha rimarcato Emmott.

A sei anni di distanza l'Italia è ancora in coma? "L'Italia si è svegliata dal coma, ma il paziente non è guarito. Le elezioni dell'anno scorso sono state una continuazione, non necessariamente bella, di ciò che abbiamo visto in 'Girlfriend in a coma" .

A portare al governo Lega e Cinquestelle secondo Emmott "è stato un voto di protesta, verso i partiti tradizionali. Ora stiamo a vedere cosa succede, dobbiamo aspettare, ma non sono molto ottimista".

Anche il Regno Unito non sta attraversando un periodo facile a causa di Brexit. Forse oggi si potrebbe girare il documentario 'Britain in a coma'? "La Gran Bretagna è sull'orlo di una crisi di nervi, la sua non è una malattia fisica. In particolare noi inglesi, non gli scozzesi e neanche gli irlandesi, siamo molto confusi, divisi e c'è una paralisi tra le forze politiche. C'è un'idea nostalgica del nazionalismo. Mi auguro che si faccia un secondo referendum su Brexit".

L'ex premier Paolo Gentiloni qualche giorno fa ha evocato il pericolo di una Italexit. E' possibile? "Non mi sento di escluderlo, anche se non sono alte le possibilità di una Italexit. Le famiglie italiane, anche quelle che hanno votato Lega o partiti euroscettici, ci tengono ai loro risparmi, così come gli imprenditori, e quindi sono molto più legati degli inglesi all'Europa".

Al Wake Up Europe Festival si è parlato molto di immigrazione e rifugiati. E' un nodo fondamentale per l'Europa? "Il Meditarraneo è il Mare nostrum, il centro del nostro continente. Non possiamo costruire un muro in mare. Questo è un tema fondamentale anche perché i problemi di stabilità in Nord Africa e Medio Oriente non sono risolti".

Intanto Emmott ha scritto un nuovo libro. "Ho due fidanzate - ha ironizzato - l'Italia e il Giappone e il mio prossimo libro è dedicato a quest'ultimo. Il 21 giugno esce in Giappone il mio libro intitolato 'Le donne determineranno il futuro del Giappone'". L'auspicio è che non determinino solo il futuro del Giappone, visto che dopo il movimento "MeToo" e le spinte antiabortiste negli Usa, la questione femminile nei paesi sviluppati sembra tutt'altro che risolta.