Bimba sola in casa e morta di stenti, pm: "Madre pericolosa, senza scrupoli"

Alessia Pifferi (Facebook)
Alessia Pifferi (Facebook)

È stata interrogata dal gip di Milano, Fabrizio Filice, la 37enne Alessia Pifferi, fermata due giorni fa con l'accusa di omicidio volontario aggravato per aver abbandonato la figlia di un anno e mezzo sola in casa per quasi una settimana, causandone la morte per stenti.

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L'interrogatorio si è svolto nel carcere di San Vittore ed è durato, pare, più di un'ora. Uscendo dal carcere il legale della donna, l'avvocato Raffaella Brambilla, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti.

Il provvedimento del giudice sarà depositato nella giornata di sabato. La Procura ha chiesto la convalida del fermo e la custodia in carcere.

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Pm: "Donna pericolosa, non ha avuto scrupoli"

Alessia Pifferi non ha avuto scrupoli nel lasciare la figlia di 16 mesi sola nell'abitazione per portare avanti le sue relazioni e divertirsi, ben sapendo che poteva morire di stenti. E' per questo motivo che il pm di Milano, Francesco De Tommasi, ha contestato, assieme a quella della premeditazione, anche l'aggravante dei futili motivi. Tra l'altro, tra le esigenze cautelari contestate c'è il pericolo di reiterazione del reato, perché la donna è ritenuta una persona pericolosa.

Gli inquirenti ritengono che non ci sia alcuna esigenza di richiedere una perizia psichiatrica o di effettuare una consulenza sullo stato mentale della donna, apparsa lucida e presente a se stessa nell'interrogatorio davanti a pm e investigatori.

Disposta l'autopsia sui cadavere della bambina

La Procura ha intanto disposto l'autopsia sul corpo della piccola Diana, che si terrà nei prossimi giorni e che potrà chiarire le cause esatte della morte. Il sospetto è che la madre abbia fatto anche assumere alla figlia delle benzodiazepine.

A galla episodi precedenti

Sarà contestata a Pifferi anche l'accusa di abbandono di minore per gli episodi precedenti nei quali avrebbe lasciato la figlia sola nell'abitazione: si tratta di almeno due o tre fine settimana, dallo scorso giugno in poi, quando la donna aveva riallacciato la relazione con il suo compagno di Leffe (Bergamo). Dagli interrogatori è emerso che anche tra marzo e aprile scorso Alessia Pifferi avrebbe lasciato la piccola in casa da sola almeno per una sera per una frequentazione occasionale con un altro uomo.

Inoltre, è stato sequestrato il telefono della 37enne e gli investigatori, attraverso le analisi di alcune chat importanti, stanno ricostruendo la vita di Pifferi negli ultimi mesi.

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"Diceva di essere una psicologa infantile"

Alessia Pifferi "diceva di essere una psicologa infantile e di saperci fare con i bambini". Lo raccontava quando si trovava a Leffe, il paese della provincia di Bergamo dove vive l'attuale compagno (che non è il padre della bambina) e dove era andata la scorsa settimana lasciando a casa da sola la figlia di 16 mesi. Lo riporta l'Eco di Bergamo.

A Leffe, in casa, è nata Diana il 29 gennaio 2021. Una gravidanza, diceva la madre Alessia, di cui non si era accorta fino all'ultimo. Spesso, raccontano in paese, si vedeva in giro con il passeggino. Lo scorso anno aveva detto, mentendo, che la madre era morta di Covid. "Mi aveva detto che doveva andare in gita con il compagno - ha riferito al quotidiano una negoziante - e che la figlia gliel'avrebbe tenuta la mamma, ma che poi era saltato tutto perché la madre si era ammalata di Covid e, alla fine, era pure morta. "Devo andare in Calabria per i funerali", aveva raccontato".

"Non so cosa dire, non sappiamo niente di preciso, abbiamo solo sentito anche noi quello che è accaduto", ha commentato il fratello dell'attuale compagno di Alessia, un elettricista di 58 anni, sentito dagli inquirenti. A lui la donna aveva detto che la bambina era al mare con la sorella.

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