Bimbi più intelligenti? Sì, se leggete loro fin da neonati

Secondo una ricerca, infatti, anticipare la lettura condivisa già a sei mesi di vita del neonato migliora le competenze linguistiche e l’alfabetizzazione del bambino prima dell’ingresso a scuola. (Credits – Getty Images)

Leggere fa bene, questo è risaputo. Appassionarsi alla lettura fin dalla più tenera età significa velocizzare le capacità d’apprendimento, stimolare la creatività e abituarsi ai libri, che comunque ci accompagneranno – volenti e nolenti – per tutto il periodo scolastico. Spesso, però, i genitori dichiarano candidamente che “a mio figlio non piace leggere” e chiudono il discorso. Eppure per far amare i libri e la lettura serve impegno. Da parte dei genitori. Fin da subito.

Un nuovo studio, presentato al Pediatric Academic Societies Meeting di San Francisco lo scorso 8 maggio, ha messo in evidenza come il rapporto tra lettura e capacità conoscitive sia strettissimo, ma lo sia soprattutto se si avvicinano i bambini alla lettura fin da neonati. Secondo la ricerca, infatti, anticipare la lettura condivisa già a sei mesi di vita del neonato, produce degli effetti quattro anni più tardi, ovvero migliora le competenze linguistiche e l’alfabetizzazione del bambino prima dell’ingresso a scuola.

Una scoperta non certo sensazionale né straordinaria. Basta un po’ di buonsenso per capire che raccontare storie o leggere libri ai bambini, anche quando non sono ancora in grado di parlare, li stimoli, aiutandoli a velocizzare l’apprendimento delle competenze linguistiche e, in verità, viene da chiedersi perché si debbano aspettare i sei mesi, quando fiabe e storielle si possono raccontare ai bimbi fin dalla nascita.

Secondo la ricerca americana, comunque, i neonati esposti alla lettura precoce e soprattutto interattiva, cioè stimolati dai genitori nella descrizione di immagini e caratteristiche dei personaggi, arrivati a quattro anni d’età avranno un vocabolario espressivo e ricettivo più ampio, una maggiore consapevolezza dei suoni delle parole, e saranno in grado di scrivere i nomi.

Secondo Carolyn Cates, autrice principale dello studio e docente di Pediatria della Facoltà di Medicina di New York: “Questi risultati sono emozionanti perché ci dicono che se i bambini si abituano alla lettura fin da piccolissimi, svilupperanno maggiori abilità linguistiche e con molta probabilità impareranno a leggere e a scrivere prima dei coetanei non lettori”. Nulla di straordinario, anzi una scoperta banale. Ma che va ribadita.

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