Bimbi prematuri: a 3 anni il 25% incapace di comporre frasi compiute -3-

Cro-Mpd

Roma, 17 nov. (askanews) - "Si tratta di un complesso di difficoltà - aggiunge Sara Panizzolo, logopedista presso la UOC Neonatologia e Terapia Intensiva, AOU dei Colli, Ospedale Monaldi, Napoli - che incidono sulla qualità di vita del bambino e della famiglia, ma che possono essere contenute con un intervento logopedico mirato. Tanto più efficace quanto più sarà tempestivo, inserito in un progetto terapeutico multidisciplinare, che preveda anche il contribuito di altre figure della riabilitazione quali il fisioterapista, lo psicomotricista e l'optometrista. Fondamentale, oltre all'identificazione delle differenti disabilità da parte di medici specialisti, è l'aiuto dei genitori, prime sentinelle nell'osservare un disagio in atto, legato ad esempio alla difficoltà di alimentarsi alla scarsa attenzione verso cose e persone, alla mancata partecipazione sociale con gesti e discorsini fatti 'a modo suo', proporzionati all'età. Tutti potenziali indicatori che dovrebbero invitare mamma e papà a richiedere una consulenza specializzata, in particolare del logopedista, per una diagnosi e trattamento tempestivi tali da ridare qualità e normalità alla vita dei bambini".

"Nel bambino prematuro - conclude la prof. Rossetto - ci sono 'gesti d'amore' quotidiani che possono favorire oltre al legame empatico tra mamma-papà e bambino anche l'evoluzione cognitiva e comunicativa. È sufficiente che i genitori parlino con i piccoli guardandoli negli occhi e proponendo loro vari suoni vocalici, comprese canzoncine e ninnane. Inoltre, è importante che accompagnino la comunicazione con espressioni del volto e modulazioni della voce e che, durante i momenti di gioco, attirino l'attenzione del bambino con giocattoli colorati, sonori e luminosi adatti all'età, gratificandolo ogni qual volta dà risposte comunicative anche se non del tutto corrette".