Bimbo caduto dal balcone salvato da Angel: “Non chiamatemi eroe”

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Un bambino precipita da un balcone a Lodi ma a salvarlo c’è Angel, un ragazzo eroe. Ha appena vent’anni, è di origini argentine e la sua famiglia dichiara orgogliosa: ”Abbiamo un angelo in casa”.

Angel, salva un bambino precipitato dal balcone

Dopo l’accaduto la famiglia di Angel, il ventenne argentino protagonista di questa vicenda, dichiara al Corriere della Sera: ”Noi abbiamo un vero e proprio angelo in famiglia. Lo sappiamo da sempre e oggi ne abbiamo avuta un’ulteriore conferma”. A parlare del giovane eroe è il padre, Miguel Angel Vargas, che stenta ancora a credere a quello che è successo. Il figlio Angel infatti ha appena salvato la vita ad un bimbo mettendo a rischio la sua ma non vuole essere chiamato eroe. Intervistato dal Corriere della Sera il ragazzo racconta la dinamica dei fatti: “Ho visto il bambino. Era sulla parte esterna del balcone, al secondo piano, aggrappato alla balaustra, che urlava terrorizzato. Insieme a un cliente sono corso sotto il balcone e sono salito sul tetto di un furgone parcheggiato quasi sotto al piccolo che penzolava. Volevo arrampicarmi al primo piano per prenderlo, ma appena sono salito sul tetto del camioncino ho visto le manine che lasciavano la presa e il bambino che cadeva proprio nello spazio tra dove ero io e un’altra auto parcheggiata. E allora mi sono buttato”.

Non chiamatemi eroe

Un gesto coraggioso che ha salvato la vita al bambino. Ora tutti e due sono ricoverati all’ospedale in condizioni non gravi, per il bimbo rimarrà solo un grande spavento. Racconta ancora alla stampa: “Ci siamo salutati, ma il piccolo era confuso e molto agitato: si è preso un brutto spavento, come me del resto. I genitori mi hanno ringraziato tanto. Ma io ho fatto tutto d’istinto: non avrei mai potuto lasciarlo cadere senza tentare di fare qualcosa”. Venuta a conoscenza dell’accaduto, la famiglia di Angel si è raccolta in ospedale dove ha dichiarato alla stampa il proprio orgoglio: “In ospedale, mentre lo medicavano, voleva solo sapere del bambino, chiedeva come stava. Era sotto choc, poi ha avuto un pianto liberatorio quando ha saputo che il piccolo stava bene. Angel è sempre stato così, non si è mai tirato indietro per aiutare qualcuno. Questa volta però ha fatto proprio una cosa grande”.