Bimbo morto a Belluno, l'autopsia conferma: Nicolò ucciso da un'overdose di hashish

Bimbo morto a Belluno, l'autopsia conferma: Nicolò ucciso da un'overdose di hashish (Foto Facebook)
Bimbo morto a Belluno, l'autopsia conferma: Nicolò ucciso da un'overdose di hashish (Foto Facebook)

Una triste conferma arriva da Belluno: l'autopsia sul piccolo Nicolò, il bimbo di 2 anni morto a Longarone, ha accertato le cause del decesso. Il bambino è stato ucciso da un'overdose di hashish.

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Il piccolo Nicolò Feltrin è deceduto nella serata del 28 luglio in ospedale a Pieve di Cadore. Un'overdose da hashish non gli ha lasciato scampo. E' quanto emerso dall'autopsia svolta dal medico legale Antonello Cirnelli, nominato dalla Procura di Belluno. Al momento del rinvenimento del corpicino, dall'analisi del capello furono subito individuate tracce di cocaina ed eroina. Successivamente, sul corpo del bimbo sono state effettuate ulteriori analisi che sono servite per fare chiarezza su quanto accaduto.

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E' una storia straziante quella del piccolo Nicolò, che ora vede indagato il padre per omicidio colposo. Al momento dei fatti, il bambino era stato lasciato a papà Diego, boscaiolo di 43 anni. La madre, invece, era al lavoro. Stando a quanto riferito dal Corriere del Veneto, i Carabinieri hanno invitato l'uomo a sottoporsi all'esame del capello. Tuttavia, il 43enne si sarebbe presentato al laboratorio calvo, impedendo agli inquirenti di rintracciare nuovi elementi utili alle indagini.

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Subito dopo la morte del bambino, lo scorso luglio, fu eseguita una perquisizione domiciliare, che portò al ritrovamento di quantitativi di stupefacente, alimentando il sospetto che il piccolo potesse essere entrato in contatto con la sostanza.

Anche la madre di Nicolò, che non è indagata, si sarebbe sottoposta al test del capello. Ora, tuttavia, la coppia pare sia irreperibile, perché si sarebbe trasferita in casa di amici. Il legale del padre, Massimiliano Xais, ha ricordato che non è stato preso alcun provvedimento restrittivo nei confronti dei genitori. Per questo motivo, i due non sono tenuti a rimanere nella loro casa. Al contrario, dichiara l'avvocato, continuare a vivere nell'appartamento dove è nato il bambino rischierebbe di aumentare il dolore per la sua scomparsa.